Molise

Mappa illustrata Molise in stile incisione antica, cartografia originale Cornucopia.
Molise. Cartografia originale Cornucopia.

Il Molise è una regione di cerniera fra Adriatico e Appennino, con una morfologia in gran parte montano-collinare nella quale la storia alimentare non nasce da una sola filiera, ma dall’incrocio di cerealicoltura di collina, arboricoltura promiscua, orti e legumi delle aree interne, olivicoltura del medio e basso versante, viticoltura selettiva e, soprattutto, pastorizia tratturale. Il lessico agrario molisano è insieme povero e ricco: povero nei mezzi, ricco nelle combinazioni.

L’asse più antico di questo sistema è la mobilità stagionale del bestiame. La transumanza, oggi riconosciuta come patrimonio culturale immateriale, ha avuto in Molise uno dei suoi paesaggi decisivi: i tratturi attraversavano l’interno e il centro della regione, saldando la montagna pastorale alla collina cerealicola e organizzando calendario agrario, rotazioni, mercati e produzioni casearie e carnee. Pecorini e caciocavalli, ricondotti ai pascoli dell’Alto Molise, del Matese e delle Mainarde, nascono dentro questo equilibrio fra territori complementari.

Tra Ottocento e primo Novecento il quadro resta segnato dalla policoltura e dalla ruralità di sussistenza, ma comincia una più netta specializzazione territoriale: la cerealicoltura dei frumenti e dei farri in collina e montagna, i legumi e le ortive dei paesi interni, l’olivicoltura del basso versante, la sopravvivenza di vitigni locali come la Tintilia. Molte delle accessioni recuperate oggi provengono proprio dai residui di quel mondo contadino: alberi dispersi, piccoli vigneti, campi marginali, orti familiari.

La frattura vera arriva nel secondo dopoguerra. Meccanizzazione, selezione di poche varietà commerciali, trasformazione della zootecnia e abbandono delle aree interne dissolvono in pochi decenni un tessuto che aveva conservato per secoli una biodiversità diffusa. Il dato sull’esodo agricolo è eloquente: gli occupati in agricoltura passano da 152.870 nel 1951 a 55.708 nel 1971.1 La Rivoluzione verde, in Molise, non ha solo aumentato l’efficienza di alcune filiere: ne ha ristretto violentemente la base varietale e territoriale.

L’ultima fase è quella del recupero, e qui il quadro è finalmente nitido. L’ARSARP svolge attività di valorizzazione delle risorse genetiche e della banca del germoplasma; il Frutteto di Campochiaro, nato nel 2013-14, conserva le cultivar locali di melo, pero, cotogno e sorbo censite sul territorio;2 gli Itinerari della biodiversità restituiscono una prima geografia di varietà, razze e rituali. La legge regionale del 2022, rafforzata nel 2025, istituisce il registro regionale della biodiversità agraria e alimentare, articolato in sezione vegetale, zootecnica e microbica.3

È in questo quadro che tornano al centro i marcatori forti del Molise: la Tintilia come segno della viticoltura regionale, le mele Zitella e Limoncella, i frumenti marzuoli e l’orzo di Ripabottoni, il pomodoro di Montagano, la Capra Grigia Molisana lungo i paesaggi della transumanza, e le cultivar olivicole che stanno dietro la DOP Molise.4 L’atlante racconta dunque il Molise non come repertorio di nostalgie, ma come regione in cui la memoria agricola è stata resa di nuovo visibile da repertori, campi di conservazione, frutteti sperimentali e disciplinari.

Cronologia

Antichità e romanizzazione
Territorio di cerniera fra interno appenninico e sbocco adriatico, su basi agricole e pastorali miste.
Lunga durata tratturale
I percorsi della transumanza strutturano paesaggio ed economia rurale.
Ottocento – primo Novecento
Persistenza della policoltura, allevamento estensivo, forte peso dell’agricoltura.
Secondo dopoguerra
Esodo agricolo, meccanizzazione, selezione varietale, erosione genetica.
Dagli anni Duemila a oggi
Recupero delle accessioni locali, banca del germoplasma, Frutteto di Campochiaro, registro regionale.

Aree principali

Alto Molise, Mainarde, Matese, Volturno: pascoli, transumanza, formaggi, zootecnia rustica, farri e frumenti d’altura.

Molise centrale collinare: Fossalto, Ripabottoni, Montagano, Riccia, Cercemaggiore, Morrone del Sannio, cuore delle risorse meglio documentate.

Basso Molise e fascia adriatica: olivicoltura, ortive, legumi, salumi e prodotti trasformati.

Centri storici di scambio: Larino, Venafro, Bojano, Campobasso, nodi fra colture, allevamento e trasformazione.

Fonti principali

Istituzionali: ARSARP (Biodiversità e Ricerca, Itinerari della biodiversità, Banca del germoplasma, Frutteto di Campochiaro, Atlante dei prodotti tradizionali); Regione Molise e Consiglio regionale per la legge sulla biodiversità.

Denominazioni: MASAF, Catalogo Viti e prodotti agroalimentari tradizionali; disciplinare della DOP Olio Molise.

Storiche: fonti UNESCO e Ministero della Cultura sulla transumanza e i tratturi; Treccani e Archivi di Stato di Campobasso e Isernia per il quadro generale.

Vitigni

Vitigni

1 scheda · 2 in lavorazione
Frutti

Frutti

4 voci in lavorazione
Cereali

Cereali

3 voci in lavorazione
Ortive

Ortive

3 voci in lavorazione
Olive

Olive

2 schede · 1 in lavorazione
Razze animali

Razze animali

3 voci in lavorazione
Ricette e preparazioni

Ricette e preparazioni

7 voci in lavorazione
  1. Per il quadro storico generale e il dato sull’esodo agricolo (occupati in agricoltura del Molise: 152.870 nel 1951, 55.708 nel 1971): voce Molise, Treccani, e statistiche dei censimenti dell’agricoltura.
  2. ARSARP – Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo, rurale e della pesca: Frutteto di Campochiaro (conservazione dal 2013-14 delle cultivar locali di melo, pero, cotogno e sorbo) e Banca del germoplasma delle specie vegetali.
  3. Regione Molise, legge regionale 28 febbraio 2022, n. 1, sulla tutela e valorizzazione del patrimonio di varietà, razze e ceppi microbici di interesse agrario e alimentare; modifica del 2025 che precisa il registro regionale della biodiversità agraria e alimentare (sezione vegetale, zootecnica, microbica). Il numero complessivo di accessioni iscritte è da verificare direttamente presso ARSARP/Regione Molise.
  4. Disciplinare della DOP “Molise” (olio extravergine di oliva): base varietale principale Aurina (Licinia), Gentile di Larino, Nera di Colletorto e Leccino, con il concorso di altre cultivar regionali.