Uva del Fantini
Vitigno · Emilia-Romagna
La vite centenaria fotografata dal Fantini negli anni ’60, nel Bolognese, è risultata corrispondere geneticamente alla varietà Granadera (Vitis International Variety Catalogue, VIVC, 2020) reperita in rari esemplari durante una ricognizione negli anni 2006-‘07 nella provincia di Toledo (Spagna). Il suo proflo molecolare (tabella profli genetici) non rivela relazioni strette di parentela con varietà locali. Sinonimi accertati: Centenaria del Fantini, Pianoro 350, P350, Vite centenaria di Pianoro, Granadera Sinonimie errate: Denominazioni dialettali locali: Rischio di erosione: molto elevato
Con DM 27 marzo 2009 la vite Centenaria fotografata dal Fantini negli anni ’60 è stata iscritta nel Registro Nazionale con il nome di Uva del Fantini e successivamente ammessa alla coltivazione in regione Emilia-Romagna. Nonostante l’iscrizione, a fne 2021 la varietà ricopriva soltanto una superfcie di poco più di mezz’ettaro.
Le piante di Uva del Fantini oggi coltivate derivano tutte da un’unica pianta secolare, rinvenuta in località Badolo in comune di Pianoro. Questa vite era stata fotografata nel 1965 da Luigi Fantini, studioso del territorio bolognese, che gli attribuì un’età di circa 300 anni. La foto era accompagnata da una breve descrizione: “dal grosso tronco (cm 120 di circonferenza) si espandono in direzione nord e sud, rigogliosissimi tralci per una lunghezza complessiva d’una trentina di metri. Produce annualmente dai 5 ai 6 quintali di ottima uva nera” (Fantini, 1971). Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 2000, Stefano Galli, responsabile della sezione LIPU di Pianoro, ritrovò la vite centenaria in condizioni pessime e soprafatta dai rovi e si rivolse al titolare della vicina azienda vitivinicola Podere Riosto, Alessandro Galletti, per avere consigli e aiuto per salvarla. Il tronco originario era molto rovinato, ma opportuni interventi di “restauro” e potatura permisero di salvare la “vecchia signora dell’Appennino”. Per essere certi di non perdere l’importante risorsa genetica, alcune gemme derivate dalle prime potature furono sovra-innestate su viti delle vigne di Podere Riosto (Fontana e Filippetti, 2006). Le analisi isoenzimatiche avevano raggruppato la Centenaria con altri vitigni iscritti al Registro Nazionale delle Varietà di Vite: Aleatico N., Bellone B., Bonamico N., Francavidda B., Negretto N., Nerello cappuccio N., Perricone N., Uva di Troia N.. Un primo confronto su base morfologica ha escluso, come ovvio, l’identità con le varietà a bacca bianca e, tra quelle a bacca nera, con Perricone, Nerello cappuccio e Uva di Troia, lasciando dei dubbi su Negretto, Bonamico e Aleatico. Infatti, il Negretto è storicamente coltivato sul
territorio bolognese mentre gli ultimi due vitigni rappresentano antiche varietà toscane che potevano essere giunte
a Pianoro attraverso la via che collega Bologna a Pistoia. Le analisi molecolari hanno poi permesso di escludere l’identità
con questi tre vitigni e non hanno individuato alcun rapporto di parentela con varietà italiane note (Fontana
et al., 2006). Solo recenti indagini molecolari intorno al germoplasma spagnolo hanno fatto emergere l’identità con
la varietà Granadera (Mena Morales, 2013; Mena et al., 2014), dimostrando la presenza di uno stesso vitigno in
due areali molto distanti tra loro. La maggior difusione territoriale del vitigno, anche con denominazioni diverse,
in Spagna, potrebbe far propendere per un’origine iberica, collegando la presenza sull’Appennino bolognese al forte
legame degli spagnoli con Bologna, dove si recavano a studiare in passato, come attesta la presenza del noto Collegio
di Spagna.
Caratteristiche del vitigno
Foglia. Grande, cuneiforme, pentalobata, con lembo contorto, abbastanza lucido, con nervature
verde chiaro. Seno peziolare aperto, a V, e seni laterali superiori a parentesi graffa o ad a
U, mediamente profondi e con margini sovrapposti. Pagina inferiore con rari peli eretti sulle
nervature e peli coricati tra le nervature con densità bassa. Denti generalmente a margini convessi,
talora qualche dente uncinato.
Grappolo. Medio, conico, con 1 o 2 ali, di media compattezza. Acini sferoidali, medi o più
che medi, mediamente pruinosi, con buccia di colore blu-nero. La polpa risulta leggermente
consistente e molto fruttata.
Caratteri agronomici ed enologici. Uva del Fantini si caratterizza per una vigoria medio-elevata e livelli produttivi
piuttosto buoni. Non mostra particolari sensibilità alle malattie crittogamiche. L’epoca di germogliamento è media (contemporanea
a Barbera), come pure quella di fioritura (circa 1 settimana dopo Barbera), mentre l’invaiatura è medio-tardiva
(1 settimana dopo Barbera) e la raccolta tardiva. Uva probabilmente a duplice attitudine, poiché le bacche sono grosse
e molto buone da mangiare fresche. Il vino che se ne ottiene è di colore rosso-rubino non particolarmente intenso ma
vivace e brillante, con riflessi violetti. Il profilo aromatico è sicuramente un aspetto peculiare e interessante: oltre a delicate
note fiorali, spicca un fruttato ricco di frutti rossi e in particolare di amarena. Il vino al gusto risulta piacevole,
poco astringente, sapido anche se leggermente carente nella struttura. Il contenuto polifenolico e l’estratto secco non
particolarmente elevati non consentono di ottenere vini longevi e strutturati, mentre si può ipotizzare un buon risultato
attraverso la vinificazione con macerazione carbonica, che ne esalta il fruttato, o con una vinificazione in bianco e successiva
spumantizzazione.
Scheda ampelografica (repertorio RER)
Foglia. Grande, cuneiforme, pentalobata, con lembo contorto, abbastanza lucido, con nervature verde chiaro. Seno peziolare aperto, a V, e seni laterali superiori a parentesi graffa o ad a U, mediamente profondi e con margini sovrapposti. Pagina inferiore con rari peli eretti sulle nervature e peli coricati tra le nervature con densità bassa. Denti generalmente a margini convessi, talora qualche dente uncinato. Grappolo. Medio, conico, con 1 o 2 ali, di media compattezza. Acini sferoidali, medi o più che medi, mediamente pruinosi, con buccia di colore blu-nero. La polpa risulta leggermente consistente e molto fruttata.
Fenologia. L’epoca di germogliamento è media (contemporanea a Barbera), come pure quella di fioritura (circa 1 settimana dopo Barbera), mentre l’invaiatura è medio-tardiva (1 settimana dopo Barbera) e la raccolta è tardiva. La fertilità del vitigno è risultata media, pari a circa 1,5 grappoli per germoglio, quando potato a tralcio lungo (O). OSSERVAZIONI E RISCONTRI
Comportamento agronomico. Il vitigno Uva del Fantini è caratterizzato da una vigoria medio-elevata e raggiunge livelli produttivi piuttosto buoni (O). OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULLA TOLLERANZA/SENSIBILITÀ ALLE PRINCIPALI
Sensibilità alle patologie. Comportamento nella media. OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULL’
Utilizzo. Uva probabilmente a duplice attitudine, poiché le bacche sono grosse e molto buone da mangiare fresche. Il vino che se ne ottiene è di colore rosso-rubino non particolarmente intenso ma vivace e brillante, con riflessi violetti. Il profilo aromatico è sicuramente un aspetto peculiare e interessante: oltre a delicate note fiorali, spicca un fruttato ricco di frutti rossi e in particolare di amarena. Il vino al gusto risulta piacevole, poco astringente, sapido anche se leggermente carente nella struttura (O). Il contenuto polifenolico e l’estratto secco non particolarmente elevati non consentono di ottenere vini longevi e strutturati, mentre si può ipotizzare un buon risultato attraverso la vinificazione con macerazione carbonica, che ne esalta il fruttato, o con una vinificazione in bianco e successiva spumantizzazione. Attraverso opportune tecniche colturali finalizzate al contenimento della produzione è certamente possibile ottenere un leggero incremento del contenuto zuccherino e fenolico che per mezzo di una vinificazione in rosso tradizionale si potrebbe concretizzare in un vino da utilizzare in purezza, in un arco di tempo breve, oppure in tempi più lunghi qualora tagliato con piccole percentuali di vini più strutturati (Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot).
Fonte: Repertorio regionale delle risorse genetiche agrarie dell’Emilia-Romagna (L.R. 1/2008), scheda RER (Reg. naz. 435). Rischio di erosione: molto elevato.
Bibliografia
Fonti citate nella scheda del repertorio regionale RER:
- Bignami C., Filippetti I., Fontana M., Imazio S., Pastore C. (2015) – Uva del Fantini. Italian Vitis Database. Disponibile on-line: https://vitisdb.it/varieties/ampelometry/1489.
- Fantini L. (1971) – Antichi edifici della montagna bolognese. Bologna.
- Fontana M., Arias M. (2012) – La vite di Luigi Fantini. In: “Al Sâs. Storia, natura, cultura” n. 26: 31-36.
- Fontana M., Filippetti I. (2006) – Le vigne dei padri. Il Divulgatore n. 2-3: 46-60.
- Fontana M., Filippetti I., Pastore C., Vespignani G., Intrieri C. (2006) – Individuazione e caratterizzazione di alcuni vitigni minori dell’Emilia Romagna. Atti convegno nazionale “I vitigni autoctoni minori: aspetti tecnici, normativi e commerciali”. Torino 30 novembre-1 dicembre.
- Fusini U. (2003) – La vite del Fantini. In: “Savena, Setta, Sambro”, n. 24: 111-114.
- Galli S. (2014) – Nascosta sotto un olmo la vite del Fantini. In: “Nelle valli bolognesi”, n. 23: 12-13. Mena A., Martinez J., Fernandez-Gonzalez M. (2014) – Recovery, identification and relationships by microsatellite analysis of ancient grapevine cultivars from Castilla-La Mancha: the largest wine groving region in the world. Genetic Resources and Crop Evolution 61 (3) 625-637.
- Mena Morales A. (2013) – Recuperación, Caracterización y Conservación de Variedades de Vid (Vitis vinifera L.) minoritarias de Castilla-la Mancha. Universidad de Castilla-la Mancha, Facultad de Ciencias Ambientales y Bioquimica, Departamento de Ciencias Ambientales, Toledo, Tesis Doctoral.
- Repertorio RER (L.R. 1/2008)
