Uva Cavecia
Vitigno · Emilia-Romagna
Vitigno a bacca bianca della Romagna faentina, coltivato su 25-30 ettari. Vino giallo verdognolo con aroma fruttato d'agrumi e spiccata acidità.

Descrizione e riconoscimento
Conosciuto anche come Cavecia, questo vitigno a bacca bianca deve probabilmente il suo nome al primo luogo di ritrovamento ed è attualmente diffuso nei Comuni di Faenza, Castelbolognese, Russi e Lugo, in provincia di Ravenna e coltivato su una superficie complessiva di 25-30 ettari.1
Caratteristiche
Caratterizzato da un grappolo piramidale mediamente spargolo e da una media resistenza alle malattie.
Uso enologico
Dà origine ad un vino di color giallo con riflessi verdognoli con caratteristico aroma fruttato di agrumi e con leggere note speziate e vegetali. Al gusto si presenta secco, di buona struttura e spiccata acidità.
- A. Scienza, Dizionario dei vitigni antichi minori italiani, 2004, p. 64. ↩︎
Scheda ampelografica (repertorio RER)
Foglia. Media (200-210 cm2), cuneiforme (talora anche pentagonale) più spesso pentalobata, ma con seni laterali inferiori poco profondi o appena accennati; talora anche trilobata. Seno peziolare a V (talora anche ad U), generalmente aperto. Bollosità bassa o medio-bassa. Seni laterali superiori a V o a U, aperti o a bordi leggermente sovrapposti, talora con un dente. Denti irregolari, a lati rettilinei, piuttosto pronunciati. Nervature marcate (rilevate, grosse) sulla pagina inferiore, di colore verde chiaro, con peli coricati a densità medio-bassa e peli eretti con densità bassa (3). Tra le nervature i peli coricati hanno densità da media a bassa (5|3), mentre i peli eretti sono praticamente assenti. Il picciolo è più corto della nervatura mediana (1) e talora arrossato. Grappolo. Grappolo conico, da lungo a medio-lungo (6|7), da mediamente spargolo a compatto, più grosso nei terreni più freschi, con 1-2 ali. Acino ellissoidale largo (talora troncovoide), medio, di colore verde-giallo, che può arrivare quasi all’ambrato quando esposto al sole, piuttosto pruinoso (6|5). Presenta sovente acinellatura.
Fenologia. Vitigno a germogliamento, fioritura e invaiatura in epoca media o medio-precoce ed epoca di raccolta media (2°-3° epoca). Da letteratura e testimonianze orali, le fasi fenologiche si discostano poco da quelle di Trebbiano romagnolo, anche se la consistenza dell’acino della buccia permettevano di posticipare la raccolta rispetto a Trebbiano (L, A). Osservazioni recenti hanno riscontrato, rispetto a Trebbiano romagnolo, germogliamento più tardivo, fioritura leggermente più precoce e invaiatura e maturazione più tardive. OSSERVAZIONI E RISCONTRI
Comportamento agronomico. Vitigno vigoroso, con produzione regolare e abbondante. A seconda delle annate, può presentare una leggera acinellatura (O). OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULLA TOLLERANZA/SENSIBILITÀ ALLE PRINCIPALI
Sensibilità alle patologie. La sensibilità a peronospora è nella media. Meno sensibile a oidio e botrite (L). OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULL’
Utilizzo. Uva impiegata esclusivamente per la vinificazione, che mantiene una buona acidità fino a maturazione. Produce un vino di colore giallo con riflessi verdognoli, dall’aroma floreale, fruttato, ma soprattutto agrumato, di buona struttura e buona acidità (L, O).
Fonte: Repertorio regionale delle risorse genetiche agrarie dell’Emilia-Romagna (L.R. 1/2008). Rischio di erosione: molto elevato.
Bibliografia
Fonti citate nella scheda del repertorio regionale RER:
- Albonetti G. (1982) – Descrizione ampelografica di alcuni vitigni minori Romagnoli. Tesi di laurea, anno accademico 1981-82. Università di Bologna, facoltà di Agraria.
- Baldini E. (1995) – Giorgio Gallesio. I giornali dei viaggi. Trascrizione, note e commento di Enrico Baldini. Firenze, Nuova stamperia Parenti.
- Borgo M. (1989) – Présence de dépérissements du type “Flavescence dorée sul la vigne en Italie. In: “Influence of Environmental Factors on the Control of Grape Pests, Diseases and Weeds”. Taylor & Francis, 1989. Pp. 285-294”. Proceedings of a meeting of the European Commission Expert’s Group, Thessaloniki, Greece, October 1987. Credi R., Babini A.R. (1984) – Casi epidemici di giallume della vite in Emilia-Romagna. Vignevini 11 (3): pp. 35-39.
- Cristoferi B. (1967) – Contributo allo studio dei vitigni romagnoli minori. Tesi di laurea, anno accademico 1966-67. Università di Bologna, facoltà di Agraria. D’Onofrio C., Tumino G., Gardiman M., Crespan M., Bignami C., de Palma L., Barbagallo M.G., Muganu M., Morcia C., Novello V., Schneider A., Terzi V. (2021) – Parentage Atlas of Italian Grapevine Varieties as Inferred From SNP Genotyping. Front. Plant Sci. 11: 605934.
- Farinelli S. (1981) – Descrizione ampelografica di alcuni vitigni minori presenti in Emilia Romagna. Tesi di laurea anno accademico 1980-81, Università di Bologna.
- Filippetti I., Pastore C., Bignami C. (2021) – La biodiversità viticola in Emilia Romagna. VVQ n. 2: pp. 34-37. Giavedoni F., Gily M., a cura di (2005) – Guida ai vitigni d’Italia. Storia e caratteristiche di 580 varietà autoctone. Slow Food Editore.
- Iacono F., Stefanini M., Venturi A., Virgili S. (1999) – Descrizione di alcuni vitigni autoctoni italiani. CNP, Conferenza nazionale permanente delle istituzioni che nelle regioni si occupano della ricerca e sperimentazione vitivinicola, Faenza (RA).
- Pastore C., Fontana M., Raimondi S., Ruffa P., Filippetti I., Schneider A. (2020) – Genetic characterization of grapevine varieties from Emilia-Romagna (northern Italy) discloses unexplored genetic resources. Am. J. Enol. Vitic. 71 334–343. 10.5344/ajev.2020.19076.
- Silvestroni O., Marangoni B., Faccioli F. (1985) – Identificazione e conservazione dei vitigni locali (Vitis vinifera L.) in Emilia-Romagna. Vignevini supplemento al n. 12, dicembre 1986.
Vitigno attestato in provincia di Ravenna (Lughese e Faentino), quasi scomparso con i piani di ristrutturazione avviati dal 2000. Le tracce documentali sono recenti e il nome pare derivare dal fondo in cui era originariamente presente l’accessione, individuata nella grande ricognizione dei vitigni minori dell’Emilia-Romagna avviata dall’Università a fine anni Sessanta.1
- M. Fontana, C. Pastore, F. Perri, I. Filippetti, «Le vecchie varietà locali di vite. Itinerari della biodiversità agraria in Emilia-Romagna», Regione Emilia-Romagna – Università di Bologna, 2022. ↩︎
