Zucca Bomba d’America

Ortiva · Lombardia

Piccola zucca invernale a forma ovale, coltivata in Oltrepò pavese a Ghiaie di Corana e Ponte Nizza.

La Zucca Bomba d’America (Cucurbita pepo L. subsp. pepo, Cucurbitaceae) è stata recentemente ritrovata in Oltrepò pavese presso Ghiaie di Corana e Ponte Nizza, non lontano dal confine con la provincia di Alessandria.

Storia

La zucca è già stata oggetto di una pubblicazione a cura di Massimo Schiavi del CREA di Montanaso Lombardo (Milano). L’orticoltore Andrea Olezza, di Ghiaie di Corana, già custode della cipolla Bianca precoce di Voghera, la coltiva e la vende come prodotto invernale nei mercati locali della provincia di Pavia, grazie alla sua conservabilità fino a gennaio; si tratterebbe di una coltivazione di famiglia risalente almeno al nonno, i cui semi hanno costituito la prima accessione conservata nella Banca del Germoplasma di Pavia.

Una seconda accessione di semi è stata donata da Massimo Pilastro di Ponte Nizza, acquisita da coltivatori locali che non hanno saputo specificarne l’origine. Il prodotto è tuttora venduto e consumato a livello locale, benché sia probabile che questa zucca avesse in passato una diffusione più ampia, in particolare nelle località di pianura di Piemonte e Lombardia.

Tradizioni

La polpa della Bomba d’America rimane soda e asciutta anche dopo cottura; dal sapore dolce, che ricorda la nocciola, il suo utilizzo in cucina è versatile: risotto, ravioli, cottura al forno e preparazione di dolci.

Morfologia

Piante a portamento strisciante, foglie debolmente trilobate. Frutto da ellittico a ovoidale, lungo mediamente 20 cm e largo 10 cm, con coste poco prominenti e peso inferiore al chilogrammo; la forma tipicamente ovale richiama quella di una bomba a mano, da cui il nome. Buccia fittamente striato-reticolata, verde scuro con macule tra il verde chiaro e il giallo-arancione intenso; polpa da giallo intenso ad arancione chiaro.

Note e curiosità

Varietà affini di origine padana comprendono la zucca Martlëta di Sale (Alessandria), protetta da marchio De.Co.; la zucca Verde di Bagnolo, originaria di Bagnolo in Piano (Reggio Emilia), iscritta al Repertorio regionale dell’Emilia-Romagna; la zucca Tondo di Piacenza, oggi diffusa in commercio per l’uso dei frutti immaturi come zucchine; e la Tonda padana, descritta in Rossi et al. (2019), con tracce anche in Veneto.

Bibliografia

  • Regione Lombardia, Atlante delle varietà ortive tradizionali della Lombardia, a cura di G. Rossi, F. Ferrari, M. Scalora, B. Ghidotti, S. Lodetti (Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente), 2023, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Fondo per la biodiversità agricola e alimentare (L. 194/2015)
  • G. Rossi, F. Guzzon, M. Canella, E.R. Tazzari, P. Cauzzi, S. Bodino, N.M. Ardenghi, Le varietà agronomiche lombarde tradizionali a rischio di estinzione di erosione genetica. Ortive e cerealicole. Uno sguardo d’insieme, Pavia University Press – Regione Lombardia, 2019
  • Rossi, Ferrari, Ghidotti, 2023