Pomodoro della farmacista di Zavattarello
Ortiva · Lombardia
Pomodoro grosso da insalata e da salsa, di probabile origine modenese, diffuso a Zavattarello (Pavia) da una farmacista.
Il Pomodoro della farmacista di Zavattarello (Solanum lycopersicum L., Solanaceae) appartiene al gruppo di pomodori a bacca grande e tondeggiante molto diffusi nei primi decenni del Novecento in Emilia-Romagna, ed è coltivato da alcuni abitanti di Zavattarello e paesi limitrofi, in provincia di Pavia.
Storia
Tra i coltivatori attuali vi è Luigi Marenzi (classe 1947), che autoriproduce la varietà tramandatagli dal padre Arturo Marenzi (classe 1915) da almeno cinquant’anni. Arturo ricevette le prime piantine dall’allora farmacista di Zavattarello, Cesira Suffritti in Mai, originaria della zona di Finale Emilia (Modena), che per un certo periodo ne faceva anche riprodurre le piante presso un vivaista locale, Gianluca Marchesi.
Vista la provenienza modenese della farmacista e i fratelli agricoltori della sua famiglia, è verosimile un’origine non lombarda di questa vecchia cultivar, da cui sarebbe iniziata la selezione locale a Zavattarello. L’ipotesi è coerente con la grande diffusione, in Emilia-Romagna tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, di cultivar di pomodoro rosso «da mensa» di medio-grandi dimensioni ma adatte anche all’industria conserviera (si veda R. Baldoni, 1940). Una accessione simile è stata di recente reperita anche a Vigarano Mainarda (Ferrara), presso la famiglia di Ottavio Orsini.
Tradizioni
Il pomodoro della farmacista può essere consumato fresco, in insalata, e a tal scopo viene tuttora venduto nel negozio locale di frutta e verdura da Romano Marini, che lo coltiva personalmente da oltre vent’anni. Data la compattezza e densità della polpa, è adatto anche alla produzione della salsa.
Morfologia
Pianta a crescita indeterminata. Le bacche, da uniformi a lievemente costolute, possono raggiungere i 14 cm di diametro; la buccia è sottile e di colore rosso intenso, la polpa compatta e a modesto contenuto d’acqua, con pochi semi. Con le piogge la bacca tende a spaccarsi, carattere tipico delle varietà molto vecchie di inizio Novecento.
Bibliografia
- Regione Lombardia, Atlante delle varietà ortive tradizionali della Lombardia, a cura di G. Rossi, F. Ferrari, M. Scalora, B. Ghidotti, S. Lodetti (Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente), 2023, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Fondo per la biodiversità agricola e alimentare (L. 194/2015)
- R. Baldoni, Il pomodoro industriale e da tavola, 1940
- Rossi, Ferrari, Ghidotti, 2023
