Conditum Paradoxum
Vino · Italia
Il vino speziato al miele con cui si apre Apicio: miele cotto e schiumato, pepe, mastice, nardo, zafferano e datteri, allungati con vino leggero.
Il Conditum paradoxum è il vino speziato al miele con cui si apre il De re coquinaria di Apicio: la ricetta più celebre del più antico ricettario occidentale. Miele cotto e schiumato, pepe, mastice, nardo, zafferano e datteri, allungati con vino dolce — un vino da conversare, aromatico e forte.
Il testo di Apicio (I sec.)
Conditum paradoxum: mellis partes XV in aeneum vas mittuntur praemissis vini sextariis duobus, ut in coctura mellis vinum decoquas. quod igni lento et aridis lignis calefactum, conmotum ferula, si efferverre coeperit, vini rore conpescitur, praeter quod subtracto igni in se redit. cum perfrixerit, rursus accenditur; hoc secundo ac tertio fiet, ac tum demum remotum a foco postridie despumatur. tunc piperis unc. IIII, contriti masticis scripulos III, foli et croci dragmas singulas, dactilorum ossibus torridis quinque, iis denique dactilis vino emollitis… his omnibus paratis supermittis vini lenis sextarios XVIII. carbones perfecto aderunt duo milia.2
Testo latino dall’edizione critica di C. T. Schuch (1867), libro I, 1.
Traduzione
Conditum paradoxum. Si mettono 15 parti di miele in un vaso di bronzo con 2 sextarii di vino, per cuocere il miele nel vino. Scaldato a fuoco lento con legna secca e rimestato con una canna, quando comincia a bollire lo si smorza con uno spruzzo di vino; tolto dal fuoco, torna in sé. Lo si riaccende una seconda e una terza volta; poi lo si toglie e il giorno dopo lo si schiuma. Allora vi si uniscono 4 once di pepe, 3 scrupoli di mastice pestato, una dramma ciascuno di foglia di nardo e zafferano, cinque noccioli di dattero tostati e altrettanti datteri ammolliti nel vino. Preparato tutto, si versano 18 sextarii di vino leggero; e per il fuoco basteranno duemila carboni.
Come si prepara
Ingredienti
Dose di Apicio (partita grande);1 tra parentesi l’equivalente metrico.
- Miele: 15 parti (libbre) — ≈ 4,9 kg
- Vino (per cuocere il miele): 2 sextarii — ≈ 1,1 l
- Pepe: 4 once — ≈ 109 g
- Mastice (resina di lentisco) pestato: 3 scrupoli — ≈ 3,4 g
- Foglia di nardo (folium) e zafferano: 1 dramma ciascuno — ≈ 3,4 g
- Datteri: 5, con i noccioli tostati
- Vino dolce e leggero: 18 sextarii — ≈ 9,8 l
Procedimento
- Mettere il miele in un vaso di bronzo con 2 sextarii di vino e cuocere a fuoco lento con legna secca, mescolando con una ferula (canna).
- Quando accenna a bollire e traboccare, spegnerlo con uno spruzzo di vino; toglierlo dal fuoco e lasciarlo tornare. Ripetere una seconda e una terza volta; poi toglierlo dal fuoco e, il giorno dopo, schiumarlo.
- Pestare fine con un po’ di vino il pepe, il mastice, la foglia di nardo e lo zafferano, i noccioli di dattero tostati e i datteri ammolliti nel vino; unire al miele.
- Versare infine 18 sextarii di vino leggero. (Per il fuoco «serviranno duemila carboni».)
Varietà e razze consigliate
L’uso di materie prime storiche è parte della ricetta: miele di api e vino di uve antiche (v. l’atlante dei vitigni), con le spezie del commercio romano.

