Passum (vino passo)

Vino · Italia

Vino dolce da uve appassite, di tradizione africana e romana: le uve secche pigiate e il loro sugo conservato «a modo di miele».

Passum (vino passo)

Il passum è il vino dolce da uve appassite, preparazione che De Crescenzi presenta come tipica dell’Africa: un rimando diretto alla tradizione agronomica cartaginese e romana (Magone, Columella, Plinio).

Il testo di Pietro de’ Crescenzi (c. 1304)

Il passo, tutta l’Affrica grasso, e giocondo, usa così fare. Colgonsi l’uve passe molte, e pongonsi in cestelle fatte di vinchi alquanto rade, tessute con le verghe, prima fortemente si battono: e poi dove il corpo dell’uve, per forza delle battiture, si solve, quivi si spreme, e ciò che n’esce è detto passo: e riposto nel vasello, a modo di mele, si serva. 12

Volgarizzamento fiorentino riveduto per l’Accademia della Crusca (l’Inferigno, Bastiano de’ Rossi), Firenze, Cosimo Giunti, 1605.

Traduzione

Il passo, che tutta l’Africa fa grasso e gradevole, si prepara così: si colgono molte uve appassite e si pongono in cestelli di vinchi alquanto radi, intessuti di verghe; dapprima si battono con forza, poi, là dove per la battitura il corpo delle uve si scioglie, si spreme, e ciò che ne esce si chiama passo; riposto nel vasello, si conserva a modo di miele.

Come si prepara

Il passum è il vino (o lo sciroppo dolce) ottenuto da uve fatte appassire: una preparazione di antica tradizione mediterranea, che De Crescenzi attribuisce esplicitamente all’uso africano, cioè alla scuola agronomica cartaginese e latina.

Ingredienti

  • Uva bianca aromatica e zuccherina, fatta appassire su graticci o appesa (2–3 kg per ~1 litro)

Procedimento

  1. Appassire le uve finché perdono buona parte dell’acqua e concentrano gli zuccheri.
  2. Pigiare le uve appassite e spremerne il mosto denso.
  3. Conservarlo come sciroppo dolce, oppure lasciarlo fermentare lentamente per ottenere un vino da meditazione.

Varietà e razze consigliate

L’uso di varietà e razze antiche è parte della ricetta, non un dettaglio: conviene attenersi a quelle storiche dell’enciclopedia. Uve da appassimento e serbevoli: Moscatello, Uva Passa di Candia e l’Albana, storicamente vocate al passito. Per le uve nominate dagli autori romani (Plinio, Columella, Virgilio) e le loro identificazioni ipotetiche con varietà attuali, vedi l’approfondimento Le uve dell’antica Roma.

  1. Pietro de’ Crescenzi, Trattato dell’agricoltura (volgarizzamento del Liber ruralium commodorum, libro IV, cap. XXVI), edizione fiorentina di Cosimo Giunti, 1605, c. 178. ↩︎
  2. La riduzione del mosto e il vino di uve passe sono codificati dagli agronomi latini, che De Crescenzi trasmette: Columella, De re rustica, libro XII; Plinio, Naturalis Historia, libro XIV; Palladio, Opus agriculturae, libro XI. ↩︎