Uva Artemino

Vitigno · Emilia-Romagna

Vitigno reggiano a bacca nera citato da V. Bertozzi (1840); attestazione storica, senza descrizione ampelografica nota.

Vitigno a bacca nera citato da Vincenzo Bertozzi nel 1840 nell’elenco «Viti della provincia di Reggio», tra le varietà allora coltivate in provincia di Reggio Emilia. Di questa varietà — indicata con il nome «Artemino» — non si conoscono al momento descrizioni ampelografiche di dettaglio: resta come attestazione storica della biodiversità viticola reggiana.

Fonte: V. Bertozzi, «Viti della provincia di Reggio», manoscritto, 1840.

Francesco Aggazzotti (1867)

Nella raccolta del Colombaro Aggazzotti descrive un Artemino a grappolo voluminoso e piramidale, con acini quasi rotondi di grandezza diseguale, alcuni dei quali restano piccoli e verdi. La buccia è nero-bleu, sottile e polverosa, ricca di materia colorante; il sugo è abbondante, dolce, delicato e alquanto stiptico.

Lo considera uva di merito per il vino: adatta sia ai vini mercantili, per sapore, corpo e colore, sia a vini più delicati; propone inoltre l’appassimento/concentrazione per vini di liquore. La vite, secondo l’autore, si adatta alle colline dove prosperano amaraguscie e corvine. Questa attestazione modenese va tenuta distinta dall’Artemino/Artimino documentato altrove finché non sia dimostrata un’identità biologica.

Fonte primaria collazionata: F. Aggazzotti, Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il cav. avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro, Modena, 1867, n. 51, p. 35.

  • V. Bertozzi, 1840