Oxyporum

Campo e tavola · Italia

Il condimento digestivo dei Romani (Apicio I,33): pasta di cumino, zenzero, ruta, datteri, pepe e miele, da stemperare con l’oxygarum (aceto e garum).

L’oxyporum è un condimento digestivo dei Romani: una pasta di cumino, zenzero, ruta, datteri, pepe e miele, da stemperare con l’oxygarum (aceto e garum). Serviva a «facilitare la digestione», nella tradizione medico-gastronomica antica.

Il testo di Apicio (I sec.)

Oxyporum: cimini unc. II, gingiberis unc. I, rutae viridis unc. I, nitri scripulos VI, dactilorum pinguium scripulos XII, piperis unc. I, mellis unc. IX. ciminum autem aethiopicum aut siriacum aut libicum aceto infundes, sicca et sic tundes. postea melle conprehendis; cum necesse fuerit, oxigaro uteris.1

Testo latino dall’ed. Schuch (1867), libro I, 33.

Traduzione

Oxyporum. Due once di cumino, una di zenzero, una di ruta verde, sei scrupoli di natron, dodici di datteri grassi, un’oncia di pepe, nove di miele. Il cumino — etiopico, siriaco o libico — si mette a bagno nell’aceto, si asciuga e si pesta; poi si lega col miele. Quando serve, lo si usa con l’oxygaro.

Come si prepara

Ingredienti

Dose di Apicio (oncia romana ≈ 27,3 g; scrupolo ≈ 1,14 g).

  • Cumino (etiopico, siriaco o libico): 2 once — ≈ 55 g
  • Zenzero: 1 oncia — ≈ 27 g
  • Ruta verde: 1 oncia — ≈ 27 g
  • Natron (nitrum): 6 scrupoli — ≈ 6,8 g
  • Datteri grassi: 12 scrupoli — ≈ 14 g
  • Pepe: 1 oncia — ≈ 27 g
  • Miele: 9 once — ≈ 245 g
  • Aceto e garum (per l’oxygarum)

Procedimento

  1. Mettere il cumino a bagno nell’aceto, poi asciugarlo e pestarlo.
  2. Pestare insieme cumino, zenzero, ruta, natron, datteri e pepe.
  3. Legare il tutto con il miele.
  4. Al bisogno, stemperare con l’oxygarum (aceto e garum) e usare come condimento digestivo.

Varietà e razze consigliate

Materie storiche: miele di api, spezie ed erbe del commercio romano (cumino, ruta, zenzero); il garum è la radice descritta nell’approfondimento Il garum.

  1. Apici Caeli, De re coquinaria, libro I, 33 (ed. C. T. Schuch, Heidelberg, 1867). ↩︎