Mandarino Tardivo di Ciaculli
Frutto · Sicilia
Citrus deliciosa, mutazione tardiva (febbraio-marzo) del Mandarino Avana individuata a Ciaculli (Palermo). Oggi raro per la preferenza verso frutti apireni.
Il Mandarino Tardivo di Ciaculli (Citrus deliciosa) è una mutazione del Mandarino Avana riscontrata nella borgata di Ciaculli, presso Palermo, cuore storico dell’agrumicoltura della Conca d’Oro palermitana.
Descrizione
Matura in epoca tardiva, fra febbraio e marzo; il frutto è simile all’Avana per aroma ma più dolce. Il Mandarino Avana, la varietà di origine, matura fra dicembre e gennaio, con frutto schiacciato ai poli e buccia giallo-arancio ricca di ghiandole oleifere, contenente semi.
Stato attuale
Oggi il Tardivo di Ciaculli è poco presente sui mercati, per la preferenza dei consumatori verso frutti apireni e per la diffusione di altre varietà di mandarino a maturazione tardiva.
Nota di revisione
Scheda basata su una fonte tecnica di sintesi (presentazione CREA su agricoltura sociale): copre gli aspetti agronomici e varietali, non l’origine storica precisa, che resta da verificare su fonti archivistiche primarie.
Fonte: M. Caruso, Specie e varietà di agrumi, CREA — Social Farming, presentazione tecnica.
Descrizione pomologica
Origine. Mutazione del mandarino Avana individuata a Ciaculli. Si è poi diffusa in molte aree agrumicole siciliane.
Albero. vigoria media, portamento globoso con chioma densa, spinescenza assente, presenza del polline medio- elevata, produttività alta ma elevatamente alternante
Frutto. dimensione 80 g, forma discretamente oblata con base che porta un collare percorso da solchi, buccia arancio poco intenso, attacco al peduncolo medio, polpa arancio poco intenso, resa in succo alta, semi >8, persistenza dei frutti maturi in pianta elevata, ma con tendenza alla sborsatura
Maturazione. febbraio-marzo
Sensibilità alle avversità. non evidenzia specifiche sensibilità rispetto ad altri agrumi del gruppo mandarino
Valutazione d’insieme. in passato è stato considerato il mandarino tardivo di riferimento; successivamente, quando altri genotipi si sono resi disponibili, la mancanza di apirenia, il colore poco appariscente, l’elevato aroma della buccia ne hanno determinato il declino
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Agrumi», scheda a cura di M. Caruso, P. Caruso, A. Continella, G. Distefano, A. Gentile, S. La Malfa, C. Licciardello, E. Nicolosi, G. Reforgiato Recupero, G. Russo. Bibliografia citata dalla scheda: Zanini e Crescimanno, 1955.
- M. Caruso (CREA)
