Arancio Moro

Frutto · Sicilia

Citrus sinensis, la più precoce delle tre arance rosse storiche di Sicilia (novembre-dicembre). In calo per la concorrenza delle nuove selezioni tardive di Tarocco.

L’Arancio Moro (Citrus sinensis) è la più precoce delle tre arance rosse storiche della Sicilia (insieme a Tarocco e Sanguinello), con maturazione fra fine novembre e dicembre; si distingue per l’intensa pigmentazione antocianica della polpa.

Stato attuale

La diffusione delle nuove selezioni tardive di Tarocco, che hanno allargato il calendario di raccolta fino a maggio, ha causato negli ultimi decenni una progressiva contrazione della coltivazione del Moro.

Nota di revisione

Scheda basata su una fonte tecnica di sintesi (presentazione CREA su agricoltura sociale): copre gli aspetti agronomici e varietali, non l’origine storica precisa, che resta da verificare su fonti archivistiche primarie.

Fonte: M. Caruso, Specie e varietà di agrumi, CREA — Social Farming, presentazione tecnica.

Descrizione pomologica

Origine. Il vecchio clone, chiamato anche Belladonna sanguigno, si diffuse originariamente nel territorio di Lentini e successivamente anche in quello di Carlentini. Il rivalutato interesse causato dalla notevole pigmentazione ne ha determinato la coltivazione anche in aree di nuova agrumicoltura.

Albero. vigoria medio-elevata, portamento globoso, spinescenza assente, presenza del polline media, produttività elevata e costante

Frutto. dimensione peso medio 150-180 g, forma da sferoidale a ovoidale con base concava, buccia arancio con sfumature rosse intense, superficie papillata, attacco al peduncolo forte, polpa arancio, con intense screziature rosso intenso, resa in succo alta, semi assenti, eccezionalmente alcuni, persistenza dei frutti maturi in pianta elevata

Maturazione. dicembre-gennaio

Sensibilità alle avversità. resistente ai venti

Valutazione d’insieme. la sua diffusione, originariamente, è stata determinata dalla sua precocità. Dopo un periodo di stasi, ha riacquistato interesse per l’elevato contenuto del succo in antocianine. L’istituto sperimentale per l’Agrumicoltura di Acireale, oggi CREA-ACM, ha selezionato il clone nucellare 58-8D-1 che si distingue dalla cv d’origine per le seguenti caratteristiche: pianta più vigorosa, con chioma più compatta, spine rare e poco sviluppate, solo sulle branche principali; il ritmo di accrescimento è più rapido, così da raggiungere la fase di piena produzione in anticipo; frutto di forma quasi esclusivamente ovoidale, di pezzatura più uniforme e pigmentazione più accentuata, tendenza ad anticipare la maturazione.

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Agrumi», scheda a cura di M. Caruso, A. Continella, G. Distefano, A. Gentile, S. La Malfa, C. Licciardello, E. Nicolosi, G. Reforgiato Recupero, G. Russo. Bibliografia citata dalla scheda: Casella, 1935; Spina et al., 1980; Cutuli et al., 1985.

  • M. Caruso (CREA)