Frutti antichi della Campania

Il nome stesso della regione parla di terra coltivata: Campania deriverebbe dal latino campus — pianura, campagna aperta — e per contaminazione dall’osco Kampanom, che indicava l’area attorno all’antica Capua. È la stessa radice dell’espressione Campania Felix, che alludeva insieme alla mitezza del clima e alla fertilità del suolo.

Quella fertilità ha una causa precisa: le aree vulcaniche, le cui eruzioni hanno arricchito di elementi minerali i suoli delle pianure circostanti. Sommata a un’escursione che va dal clima temperato delle coste a quello continentale dell’interno appenninico, ha permesso lo sviluppo di una frutticoltura estremamente varia, con specie dalle esigenze climatiche lontanissime fra loro che convivono a poche decine di chilometri. Le voci sono raccolte qui sotto per specie.

Agrumi

Agrumi

6 schede
Albicocche

Albicocche

106 schede
Castagni

Castagni

39 schede
Ciliegie

Ciliegie

141 schede · 1 in lavorazione
Fichi

Fichi

56 schede
Mele

Mele

58 schede · 2 in lavorazione
Noccioli

Noccioli

8 schede
Noci

Noci

15 schede
Pere

Pere

27 schede
Pesche

Pesche

71 schede
Susine

Susine

50 schede