Frutti antichi della Calabria

La Calabria custodisce uno dei patrimoni di biodiversità frutticola più ricchi d’Italia, nato per due vie: la domesticazione di specie selvatiche già presenti sul territorio e l’introduzione, in epoche diverse, di specie esotiche poi naturalizzate. Sui rilievi che sovrastano il Golfo di Sibari, a Broglio di Trebisacce, gli scavi di un’abitazione protostorica hanno restituito resti vegetali di cereali, legumi, noci e olive: siamo fra la media età del bronzo e la prima colonizzazione ellenica.

Le prime testimonianze di piante da frutto domesticate risalgono alla colonizzazione greca (VIII secolo a.C.) e riguardano vite e olivo. Poi ogni dominazione ha lasciato la sua eredità colturale: collocata al centro del Mediterraneo, la Calabria è stata un crocevia di navigatori, e i traffici commerciali hanno significato anche scambio di materiale genetico. Il suo germoplasma frutticolo rispecchia perciò l’eterogeneità etnica delle sue dominazioni. Le voci sono raccolte qui sotto per specie.

Agrumi

Agrumi

37 schede
Albicocche

Albicocche

5 schede
Castagni

Castagni

31 schede
Ciliegie

Ciliegie

42 schede
Fichi

Fichi

44 schede
Mandorli

Mandorli

4 schede
Mele

Mele

69 schede · 1 in lavorazione
Noccioli

Noccioli

1 scheda
Noci

Noci

1 scheda
Pere

Pere

77 schede
Pesche

Pesche

12 schede
Susine

Susine

24 schede