Frutti antichi del Veneto

Il Veneto è custode di un’antica tradizione frutticola, rimasta a lungo immutata fino all’avvento della frutticoltura industriale. Per secoli melo e pero si coltivarono in tutte le province, ma a livello familiare, negli orti e nei broli dei possidenti e dei monasteri: frutta da autoconsumo o da scambio, con varietà dai tempi di maturazione scalari, così da averne quasi tutto l’anno. Le pere, in particolare, avevano polpa soda e acida, buone solo dopo ammezzimento o cottura.

Le mele di Ruzante

Nel Cinquecento gli autori «pavani» — Ruzante (Prima oratione) e Ceccon Cecconi — magnificarono varietà oggi dai nomi curiosi: fra le mele musiti, ruzene, pioli, calamani, dolzani, brutti e buoni, dalle coste, dall’olio; fra le pere vertusi, ranci, moscatiegi, zuchiolli, da San Piero, invernisè, strangolapreve. Nel Seicento Giacomo Agostinetti raccomandava di coltivare melo e pero «perché se ne poteva trarre un buon utile», per i mercati locali, aggiungendo bergamoti, buoni cristiani, caravelli, coda storta, gnocchi e molte altre.

La piantata veneta e la màsera

Già Plinio descriveva la campagna veneta percorsa da filari di viti sostenute da alberi da frutto: la «piantata veneta», coltura promiscua osservabile fino al secolo scorso. Gli alberi, per lo più ad alto fusto, si moltiplicavano per innesto; e la conservazione era affidata a metodi rudimentali come la màsera, cumuli di frutti in cui una fermentazione secca interessava solo lo strato superficiale, preservando l’interno. Ancora nel 1907 Carlo Zasso distingueva la «grande coltura» campagnola, ad alto fusto, dalla «piccola coltura» intensiva e cittadina.

Albicocche

Albicocche

4 schede
Castagni

Castagni

6 schede
Ciliegie

Ciliegie

59 schede
Fichi

Fichi

8 schede
Mele

Mele

108 schede · 1 in lavorazione
Noci

Noci

1 scheda
Pere

Pere

80 schede · 3 in lavorazione
Pesche

Pesche

80 schede · 1 in lavorazione
Susine

Susine

3 schede

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016, capitolo Veneto (L. Schiavon, G. Baroni).