Frutti antichi del Trentino-Alto Adige

La regione delle mele per eccellenza ha due anime — il Südtirol di lingua tedesca e il Trentino — e una storia frutticola che affonda nella preistoria e attraversa i documenti medievali con rara ricchezza.

Dai ghiacciai al noce

Con la fine dell’ultima glaciazione (10.000 a.C.) i ghiacciai si ritirarono dalle valli e, con altre piante, si insediarono le specie frutticole: prima la betulla, poi il nocciolo, infine termofile come il corniolo e la vite selvatica. Semi e gusci carbonizzati ne danno prova archeologica. Il castagno risalì per via naturale dal Sud-est europeo fra l’Età del Ferro e l’epoca romana; il noce, originario dell’area afghana, arrivò coi Romani — lo documentano reperti a Velturno/Feldthurns.

Il «Pelzbuechl» e le prime varietà

Un documento prezioso è il trattato di orti-, frutti- e viticoltura di Haring, scritto a Laces in Val Venosta fra il 1497 e il 1518: la sua parte frutticola, il Pelzbuechl («libricino degli innesti»), fotografa la frutticoltura di cinque secoli fa. Fra il 1400 e il 1600, nelle descrizioni di Roesch e Wolkenstein, compaiono già i nomi di dodici varietà di melo (Weissaepfel, Schwarzaepfel, Bozner Apfel, Augustapfel…) e dieci di pero (Bergamotte, Muskateller, Honigbirne, Mostbirne…).

Malé, Pomarolo e la mela Appiola

Sul versante trentino la vocazione melicola è scritta perfino nella toponomastica: Malé (dal latino Maletum, «meleto»), Pomarolo; e nell’araldica, con lo stemma dei nobili Malosco (citati dal 1195) che porta il melo e i suoi frutti. Una tradizione vuole che il romano Appio Claudio, dilettante d’incroci, lasciasse alla Val di Non la «mela Appiola». La cura per questi alberi è nei documenti medievali: la Carta della Regola di Dardine (1564) vietava di tagliare «noci, meli, ciliegi, peschi ed alberi da frutto di alcun genere», beni preziosi per l’intera comunità.

Albicocche

Albicocche

4 schede
Castagni

Castagni

15 schede
Ciliegie

Ciliegie

26 schede
Mele

Mele

26 schede
Noci

Noci

1 scheda
Pere

Pere

6 schede
Susine

Susine

1 scheda

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016, capitoli Alto Adige/Südtirol (W. Guerra) e Trentino (R. Velasco, M. Venturelli).