Frutti antichi della Sardegna

L’agricoltura è arrivata in Sardegna circa 6-7.000 anni fa, attraverso i contatti fra le popolazioni mediterranee e le civiltà del Medio Oriente. I reperti preistorici documentano la rapida affermazione dei cereali, ma anche la diffusione di vite, olivo, fico, melograno e carrubo come elementi della nascente economia rurale dell’Isola.

C’è però un dato che vale la pena non addolcire: nonostante molte legnose spontanee avessero un uso alimentare consolidato — perastro, sorbo, mora, corbezzolo, mirto — o servissero per l’olio, come oleastro e lentisco, esse non hanno quasi mai dato origine a risorse frutticole autoctone. Nello sviluppo agricolo prevalse il criterio dell’imitazione di modelli esterni e dell’acquisizione di risorse genetiche alloctone: lo mostrano bene i rapporti fra civiltà nuragica e fenicia, che fu tra le maggiori esportatrici di tecnologie agricole. Le voci sono raccolte qui sotto per specie.

Agrumi

Agrumi

11 schede
Albicocche

Albicocche

23 schede
Castagni

Castagni

19 schede
Ciliegie

Ciliegie

61 schede
Fichi

Fichi

33 schede
Mandorli

Mandorli

40 schede
Mele

Mele

34 schede · 1 in lavorazione
Noccioli

Noccioli

4 schede
Pere

Pere

64 schede · 3 in lavorazione
Pesche

Pesche

8 schede
Susine

Susine

18 schede