Mela Annurca
Frutto · Campania
Cultivar di melo autoctona della Campania (Atlante CREA).
Cultivar di melo autoctona segnalata in Campania dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.
Descrizione pomologica
Origine. antichissima cultivar campana già raffigurata nei dipinti di epoca romana ad Ercolano, descritta da Plinio il Vecchio e poi citata in letteratura come “Orcula” da G.B. della Porta (1583). La varietà originaria viene sostituita nei nuovi impianti da un clone più colorato, Annurca Rossa del Sud. La varietà ha avuto nel 2006 il riconoscimento dell’Identificazione Geografica Protetta ai sensi del Reg. CE 417/2006. Viene commercializzata con il logo Melannurca Campana IGP con la dicitura Annurca per la varietà originaria e Rossa del Sud per il clone͘
Albero. vigoria medio-elevata, portamento assurgente, ramo a frutto prevalentemente su lamburde ma anche brindilli, fioritura tardiva, produttività medio-elevata, soggetto ad alternanza e cascola preraccolta
Frutto. dimensione media, talvolta medio-piccolo, peduncolo sottile e di media lunghezza, forma rotondeggiante- appiattito o troncoconico breve, leggermente asimmetrica, buccia di medio spessore, liscia, cerosa, dal colore giallo-verde con sovraccolore rosso striato o a volte marezzato (40-70% per Annurca e oltre il 90% il clone Annurca Rossa del Sud), lenticelle poco evidenti, polpa bianca, molto compatta, croccante, abbastanza succosa, dolce acidula, aromatica e profumata, sapore di buone caratteristiche gustative, identificabile facilmente. La mela Annurca è ancora apprezzata fra i marchi e brand delle nuove varietà di mele. Raccolta terza decade di settembre, prima decade di ottobre, matura fra fine novembre e dicembre
Sensibilità alle avversità. sensibile a ticchiolatura, poco ad oidio
Valutazione d’insieme. la mela Annurca, autunno-invernale, viene “semilavorata” (arrossamento) nel post raccolta in “melaio” per farle acquisire la colorazione rossa su tutta la superficie. A tal fine le mele, appena staccate, secondo la tradizione vengono poste per terra su di un letto di paglia. Dato che è l’escursione termica giorno/notte, insieme alla rugiada, a favorire la comparsa della pigmentazione rossa, il processo è ora in qualche modo meccanizzato, ponendo i frutti su bancali per sottoporli a bagnatura con nebulizzazione. La mela Annurca è ancora oggi la più importante varietà di melo coltivata in Campania. Pur non essendo di grossa pezzatura questa antica varietà regge ancora il confronto con le mele “moderne”. Il clone Annurca Rossa del Sud, rispetto alla cultivar di origine, si differenzia alla raccolta per una maggiore pezzatura e una migliore colorazione rosso striato su quasi tutta la superficie della mela, che si traduce in una riduzione del periodo di permanenza in “melaio”.
Selezioni clonali. Annurca Rossa del Sud (mutante naturale, foto a destra), Annurca Bella del Sud (mutante naturale, con caratteristiche pomologiche inferiori alla precedente) (Lista B), Annurca Sangue di Bue (di scarso interesse e non più coltivata) (Lista C).
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di R. Gregori, P. Rega, S. Sansavini. Bibliografia citata dalla scheda: Liang et al., 2015; Branzanti e Sansavini, 1964; Baldini e Sansavini, 1967; Della Strada et al., 1987 Profilo molecolare Liang et al., 2015.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
