Ciliegia Martini

Frutto · Piemonte

Cultivar di ciliegio autoctona della Piemonte (Atlante CREA).

Cultivar di ciliegio autoctona segnalata in Piemonte dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.

Descrizione pomologica

Origine. varietà piemontese, potrebbe trattarsi di una mutazione gemmaria della cultivar Vittona. Introdotta nella zona di Pecetto torinese negli anni ’30 del secolo scorso dal dott. Eugenio Martini (cattedra ambulante di agricoltura) che l’aveva notata in un giardino di Moncalieri (Torino). È diffusa nei comuni della collina torinese

Albero. vigoria media, portamento aperto, ramo a frutto prevalente uniforme, fioritura molto precoce, di entità elevata, impollinatori non accertati, produttività media

Frutto. dimensione media, peduncolo di media lunghezza, forma cuoriforme, buccia di colore rosso scuro e di spessore medio, polpa di colore rosso scuro, di consistenza media, di sapore buono, semi-spicca, nocciolo piccolo, di forma ellittica.

Maturazione. intermedia

Sensibilità alle avversità. molto tollerante alla Monilia e allo spacco

Valutazione d’insieme. cultivar interessante per la buona tenuta in pianta e per il sapore del frutto, adatto al consumo fresco nonostante la pezzatura a volte possa risultare insufficiente

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Ciliegio», scheda a cura di G. Giacalone . Bibliografia citata dalla scheda: Eynard e Paglietta, 1963; Baldini et al., 1973; Agabbio et al., 1994a.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎