Cornucopia

Categoria: Magonia

  • Diario di un Tempestario: nuove mura, nuove prospettive

    Diario di un Tempestario: nuove mura, nuove prospettive

    E così ci siamo. Magonia 0.1. “Closed alpha” direbbero in altri ambienti. Dopo mesi passati sulla strada e nelle campagne, con le scarpe sporche di fieno e l’odore di salnitro e fermentazioni nelle narici, un percorso che sembrava non finire mai, finalmente vediamo il contorno di qualche forma in quello che sarà il nostro piccolo luogo di ristoro e di (ri)scoperta. Una nuova Magonia del XXI secolo, covo di pirati tempestari dai forzieri colmi di formaggio, salumi, vino e tante cose che crescono dalla terra, ma soprattutto un luogo di storie e racconti.

    Racconti di Sapori Dimenticati, così si chiama questo blog, e sono entusiasta che a breve questo sottotitolo assumerà un significato completamente nuovo. Già mentre scrivo queste righe stanno procedendo due importanti progetti di recupero che vedranno la loro sede dietro le mura color mattone di Magonia. Anche se vorrei, non voglio fare nessuno spoiler, domani vi parlerò del primo di questi progetti in occasione di una particolare ricorrenza 🍅, su Facebook.

    La luce è tenue e le giornate sono ancora fredde ed umide. Sanno solo in cielo quanto le campagne avessero bisogno di un po’ d’acqua dopo due anni di siccità spaventosa. In Magonia, l’atmosfera è quella di attesa, nell’aria frizzante che anticipa l’inizio della primavera. Io davvero non vedo l’ora di vedere i lavori finiti e mostrare tutto quello che abbiamo fatto bollire nel calderone finora. Portate pazienza, non manca molto!

  • Diario di un Tempestario: verso Magonia

    Diario di un Tempestario: verso Magonia

    L’Italia era unita da poco più di una decina d’anni e Francesco Aggazzotti, primo sindaco di Formigine di questo nuovo Stato, camminava per i campi coltivati “alla modenese” tra legumi, cereali e lunghe file di alberi che sostenevano le viti. Francesco amava la sua vigna e amava studiarne il comportamento. Osservava con interesse la produttività delle varie uve perché era convinto che fosse necessario uno studio preciso e sistematico delle varietà, per ovviare a quella che lui riteneva la “troppa moltiplicazione de vitigni che danno vino di corpo”. Lui stesso usava queste uve per il suo vino. Celebre, ad esempio, la sua verticale di 10 annate di un vino “sperimentale” ricavato da un uvaggio di uve Aleatica, Trebbiano, Cotogno/Moscato Nero e Cerasetti. Francesco, agronomo, usava classificare i vini da mercanzia da vendere ai milanesi (parole sue 😅 (1)), separandoli da quelli fini, con una resa si e no del 2% rispetto a questi primi. Francesco era un uomo pratico, che faceva della sperimentazione uno strumento per migliorare la qualità dei vini di Modena e Reggio, e dell’aceto balsamico che ne derivava.

    Sono passati più di 150 anni e i vini da mercanzia oggi hanno un altro aspetto, prodotti in grosse cantinone che raccolgono enormi masse di prodotto corretto poi in cantina. Il loro scopo è lo stesso, creare e sostenere un’industria. Ma ci sono posti e persone che sono ancora vocate ai profumi e ai sapori di un tempo, che si ostinano a fabbricare il vino come si faceva una volta, a fare vino fine.

    Ed è per parlare di queste persone che nasce Magonia, un negozio nel cuore di Correggio dove poter sentire queste storie, con tutti i sensi, non solo leggerne qui sul blog.

    Incomincia oggi un diario di viaggio in cui vi parlerò di questo luogo fantastico, e del lungo percorso di ricerca e passione che ha portato tre amici a mettersi in gioco nonostante il periodo storico tremendo che stiamo vivendo tutti. Un posto dove respirare tradizione, e trovare ristoro ascoltando le nostre voci.

    Magonia è un luogo piccolo ma tracimante passione per la tradizione e per i sapori di una volta. Il mio contributo al locale sarà raccogliere una fetta delle cose di cui si è discusso in questo blog perché possiate provarle in prima persona. La strada per l’apertura è stata tortuosa ma ormai gli ostacoli sembrano diminuire e cominciamo a vederne la luce.

    Tra i nostri fornitori oggi abbiamo pensato di farvi conoscere il leggendario Vittorio Graziano, un veterano di Castelvetro che come suoi colleghi custodi ha rifiutato la via della mano sinistra dell’autoclave e dei vini da mercanzia griffati da vuote certificazioni, per abbracciare il territorio e la sua storia. Rimanete con me e vi parlerò dei trebbiani emiliani e in particolare dei suoi trebbiani!

    Invito tutti a seguire i social del locale instagram.com/magonia.it e facebook.com/magonia.it ma soprattutto ad iscrivervi alla newsletter per sapere quando apriremo le porte. Non manca molto!

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    (1) Cenni sulla fabbricazione dei vini, 1866