Uva Giottina
Vitigno · Emilia-Romagna
Giottina, quantunque sia buona, non resiste troppo all’acqua; dà però un vino gustoso, ma non di gran lena: e ha bel colore come l’Albana (giallo lucido), e sono i di lei grani mediocri e lunghetti. Ha grappolo lungo e fitto assai1.
13° Giottina (Ghiottina)
TRALCIO: Verde-rossigno, striato, un po’ prismatico, incurvato superiormente, con nodi piuttosto grossi e internodi uguali o minori del peduncolo della foglia.
FOGLIA: Lembo a 5 lobi, incisi per lo più poco, talvolta sino a 1/2; i lobi inferiori sono poco avvicinati, con denti poco incisi e mucronati. La pagina superiore è di colore verde carico, quella inferiore di verde quasi altrettanto intenso, appena pubescente sulla base delle nervature principali.
PEDUNCOLO: Rosso vivo, ingrossato alla base, molto genicolato e contorto, lungo un po’ meno della nervatura principale.
GRAPPOLO: Cilindrico-conico, piuttosto rado, di 15-18 cm, con peduncolo lungo, ligneo alla base e rachide verde.
ACINO: Sferico, talora gibboso, di 15-17 mm, sugoso, assai dolce, con buccia sottile, giallo carica, talvolta irregolarmente chiazzata di bruno. Nei grappoli più piccoli si vedono spesso acini sferici abortiti, ma comunque maturanti.
SEMI: 1-3, piuttosto grandi, castani, bruni al sommo.
Nota: Vitigno coltivato scarsamente e poco ferace. Pregiato da tavola e da vino. Matura ai primi di settembre. È menzionato con lode anche dal Caula. Somiglia al Vesprino o Dokino d’Ancona o Doketto di Cesena (Bull. Ampelogr. 1875, fase II, pag. 101)2.
Analisi del mosto (E. Ramazzini, 1887)
Campioni raccolti a Lesignana; buccia gialla, uva da vino e da mangiare. Apprezzamento locale: buono. Mosto: glucosio 16,0; acidità totale 1,00; colore giallastro; sapore dolce-acidulo. Osservazione: «poco coltivata e poco nota».
E. Ramazzini, Uve principali della pianura modenese. Analisi, Modena, Tip. Moneti e Namias, 1887 (Quadro III — uve bianche).
Identità genetica (2020)
Nello studio genetico a marcatori SSR (Pastore e altri, 2020) questa varietà è risultata un genotipo unico non registrato, non corrispondente ad alcuna cultivar nota né descritto in letteratura: è tra le 42 varietà mai censite e verosimilmente autoctone dell’Emilia-Romagna, considerate a rischio di estinzione e da conservare.
Fonte: C. Pastore e altri, «Genetic Characterization of Grapevine Varieties from Emilia-Romagna», American Journal of Enology and Viticulture, 2020.
