Uva Lambrusco Marani

Questo lambrusco sembra risalire all’Ottocento. Nonostante questo sia menzionato nella scheda del consorzio tutela lambrusco, non ho trovato documentazione storica ufficiale.

la varietà è abbastanza omogenea, caratteristiche differenziali riguardano la forma del grappolo e il vigore. Germoglio ad apice medio, cotonoso, biancastro con sfumature rosso-vinose. Foglia media, tondeggiante, leggermente trilobata, lembo bolloso. Seno peziolare a V molto aperto, a volte quasi a graffa. Pagina inferiore sublanuginosa. Grappolo lungo, cilindrico, con ali corte, semicompatto o semispargolo; acino medio, sferoide, di colore blu-nero; buccia consistente; polpa succosa, di sapore neutro.

vitigno molto vigoroso, a portamento tendenzialmente eretto, tralcio medio-lungo ad internodi medi, vegetazione espansa. Preferisce terreni profondi e freschi, anche argillosi, e climi asciutti ed anche caldi ove è opportuno effettuare appropriate irrigazioni.

esige forme di allevamento espanse e potature medio-lunghe. Si adatta pertanto anche alle forme di allevamento per la più ampia meccanizzazione.

normale, a parte la sensibilità all’acinellatura verde. Sensibile ai fitoplasmi della vite.

dà un vino di colore rosso rubino vivo, provvisto di buona fragranza, fresco, sapido, armonico. Viene imbottigliato giovane, ancora amabile, con gli altri Lambruschi emiliani allo scopo di ottenere un vino quasi asciutto e frizzante.

Fonti

  • Vivai Rauscedo