Fino al 1933, prima dell’acquisto da parte del bisnonno Vincenzo, il podere faceva parte della storica tenuta Malvezza, appartenente alla nobile e potente famiglia Malvezzi di Bologna. Di origine medioevale, con il nome di Malvicius, questa era considerata la seconda dinastia più importante della città felsinea dopo i Bentivoglio. Il nome del vino rende omaggio all’Alionza, il vitigno storicamente coltivato nelle ricche e fertili campagne bolognesi, apprezzato per la sua eleganza e finezza, già descritto in dettaglio da Pietro De Crescenzi (XIII–XIV secolo) nel suo celebre trattato Ruralia commoda.
Vitigni, Vigne e Vinificazione
Vitigni:
Vigne: Filari innestati di 30, 32 e 34 anni, potati a Guyot, su terreno di medio impasto e medio impasto-argilloso, situati su una grave nella riva sinistra del torrente Samoggia a Bazzano.
Resa per ettaro: 50 Q.li
Epoca di vendemmia: primi di settembre
Anno: 2022
Vinificazione: Uve selezionate e vendemmiate a mano, pigiatura e diraspatura con vinificazione in bianco a temperatura controllata, utilizzando lieviti indigeni.
Affinamento: 12 mesi in vasca d’acciaio + imbottigliamento
Numero di bottiglie prodotte: 1.500
Longevità: si presume possa arrivare a 15-20 anni in buone annate
Data di commercializzazione: autunno 2024
Temperatura di servizio: 12-14°C
Caratteristiche, Abbinamenti e Filiera Diretta
Colore: giallo dorato intenso
Profumo: intenso, complesso, fragrante e caratteristico
Sapore: morbido ed elegante, pieno, armonico, abbastanza fresco, con nuances di frutta gialla matura, melone, frutta gialla.
Tenore alcolico: 12% Vol.
Abbinamenti consigliati: Malvezza si posa Piatti della cucina italiana, anche povera, a base di pesce, uova e crostacei (sarda in saor), delicati antipasti e minestre con erbe aromatiche e spezie, risotto alla zucca gialla, gorgonzola e aceto balsamico, primi della cucina emiliana come cannelloni ripieni, tagliatelle alla salsiccia gialla, lasagne; secondi piatti a base di pollame nobile, petto d’oca al forno.
Questo vino viene spedito direttamente dal produttore, rispettando la filiera corta e sostenendo i custodi della biodiversità del territorio bolognese.



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