Origine e significato del nome
Il nome Badianum deriva dall’antico toponimo latino di Bazzano (871 d.C.), sede dell’azienda Erioli. Il termine indicava letteralmente il “possedimento di un’Abbazia”, in questo caso quella di Nonantola.
Questo vino è un omaggio al vitigno Grechetto Gentile di Todi, raffinato e storico. Infatti, quando viene affinato per diversi anni, rivela complessità ed eleganza, come tramandato dalle tradizioni medievali dei Colli Bolognesi.
Il Badianum è un Pignoletto fermo. Riposa a lungo per esprimere al meglio la vocazione del vitigno di cui è composto.
Vitigni, vigne e vinificazione
Vitigni
Storia del vitigno
In Emilia-Romagna le prime attestazioni del Pignoletto a bacca bianca risalgono all’Ottocento. Si trova citato nelle province di Forlì e Bologna come Pignoletto o Pignolino, in documenti sull’allevamento delle viti e la resistenza alle malattie crittogamiche.
Questi riferimenti dimostrano che la varietà era distinta dalle Pignole rosse settentrionali. Inoltre, confermano che il Pignoletto bolognese si è consolidato localmente in tempi più recenti rispetto ad altre uve storiche italiane.
Nel Novecento, studi agronomici e rapporti della Società Agraria di Bologna segnalano il Pignoletto tra le varietà bianche più adatte all’allevamento in alberata. Viene citato insieme ad Albana, Trebbiano e Montù.
Infatti, l’ampelografia di questo periodo dimostra che, pur con nomi talvolta confondenti, la qualità del Pignoletto bolognese era ormai riconosciuta e consolidata. Leggi l’articolo Cornucopia su questo vitigno.
Vigne
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Età: 40, 34 e 29 anni
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Forme di allevamento: cordone speronato, capovolto e Guyot
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Terreno: medio impasto-argilloso e franco-argilloso, su grave della riva sinistra del torrente Samoggia, Bazzano (Bo)
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Resa: 60 Q.li/ha
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Vendemmia: fine settembre
Vinificazione
Le uve vengono raccolte manualmente e selezionate. Dopo la pigiatura e diraspatura, seguono vinificazione in bianco a temperatura controllata e utilizzo di lieviti indigeni.
Affinamento
Il vino matura circa 1 anno in carati da 225 L e tonneau da 700 L in legni francesi di vari passaggi. Successivamente resta per altri anni in vasca d’acciaio. Dopo l’imbottigliamento, affina ulteriormente in bottiglia.
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Numero di bottiglie prodotte: 2.000
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Longevità: fino a 20 anni nelle migliori annate
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Commercializzazione: fine 2024
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Servizio: 12-14 °C
Caratteristiche organolettiche
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Colore: giallo dorato intenso, cristallino
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Profumo: ampio e particolare. Si riconoscono fiori (polline), frutta gialla ed esotica come ananas e banana, insieme a pera, agrumi, camomilla, resine, torba e miele.
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Sapore: morbido e dolce al palato. L’equilibrio è sostenuto da freschezza e densità. Rivela con eleganza i tratti tipici e sontuosi del vitigno.
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Alcol: 13% Vol.
Abbinamenti consigliati
Il Badianum accompagna con versatilità la cucina tradizionale e i piatti più raffinati.
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Primi piatti: Zuppa Imperiale, cappellacci alla zucca, tortelli di ortica con formaggio di Fossa, tagliatelle ai prugnoli o al tartufo, tajarin con ragù di fegatini, gnocchi al burro e salvia.
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Risotti: allo zafferano con ossobuco, al Pignoletto, con zucca e gorgonzola, con asparagi di Altedo, al marsala con gorgonzola naturale.
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Secondi: paella, tartare di carne, scaloppa di pollo alla salvia, zampone con zabaione e aceto balsamico, orata al forno, tartare di tonno, crostacei marinati, salmone affumicato, cappesante al tartufo nero, polpettone di tonno.
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Specialità del territorio: tortino di patate bolognesi con mortadella, chitarrine con anguilla affumicata, ragù di ostriche.
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Formaggi: stagionati e di grande intensità.
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Pietanze gourmet: foie gras e battutine pregiate.
Filiera diretta
Il vino viene spedito direttamente dalla cantina. In questo modo si sostiene la filiera corta e si preserva la biodiversità agricola dei Colli Bolognesi.



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