Uva Greca

Vitigno · Emilia-Romagna

Il Greco, per esempio, che credo sia quello che si coltiva oggi, era ritenuto nel 1595 un’uva ottima; è ciò si rileva da una lettera di un certo Grillenzoni1, il quale facendo una vigna con questa vite dice: credo quando se farà vin di questa vigna, che non si lassarà far vergogna al Greco de Roma2.

Greco. È buonissimo per far vini spiritosi, ma non troppo delicati. Può molto inacquarsi: ella è uva assai gialla con grappoli anzi grandi che no; le grana sono grosse, rotonde e nel loro fondo hanno una fossetta, o sia una foratura che sembra fatta colla punta d’un ago. II guscio è molto sodo3.

Il conte Fulvio Testi produceva un vino, che chiamava Claretto, da uve Greco, Albana e Spergoletta, uve che tutte si coltivavano a Fiorano Modenese4.

Nel censimento Du Tillot del 1771 il greco (uva bianca) è censito in sette distretti dei Ducati; Bramieri (1788) ne distingueva forme «dal grappolo serrato» e «dal grappolo spargolo».1

Descrizione (Francesco Aggazzotti, 1867)

Grappolo piccolo, a grani sparsi e radi, con tre o quattro grappoletti ben pronunziati alla sommità, il primo che spesso sorte dall’internodo. Peduncolo corto, rossiccio, esile; picciuolo dell’acino pure sottile, esile, verde. Acino ordinario, sferico, traslucido. Buccia giallo-dorata, polverosa, trasparente, col rafe marcato. Sugo abbondante anzi che no, dolce-agretto, tannico.

Uva un tempo molto rinomata in Italia, ora delle mediocri. Appassita si suole adoperare per sugo da vini aromatici, quantunque pecchi un po’ nell’aspro. Da sola dà vino robusto ma sgarbato, privo di quella delicatezza che vuolsi nei vini bianchi di qualità. Molti la destinano all’uso mangereccio, disseccata nel forno. Ha poco pregio per quelli che fabbricano i così detti vini colati, per la sua mucillaginosità che le impedisce di defluire per gli appositi filtri. La vite non ha nulla di speciale sul rapporto della coltivazione, punto distaccandosi dall’ordinaria.

F. Aggazzotti, Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il cav. avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro, Modena, Tip. Carlo Vincenzi, 1867, scheda 45.

Menzione in Pietro de’ Crescenzi (c. 1304)

Sono altre spezie d’uve bianche, delle quali alcuna, avvegnaché appo alcuni in grande onore s’abbiano, appo noi, per diverse ragioni […] men buone per esperienza si truovano: […] e la greca, e la vernaccia, che avvegnaché appo noi vin buono facciano, fannone molto poco.

Pietro de’ Crescenzi, Trattato dell’agricoltura (volgarizzamento del Liber ruralium commodorum, libro IV, cap. IV), c. 1304.

  1. Censimento Du Tillot, 1771. G. Bramieri, in Atti della Società Patriotica di Milano, vol. III, 1793. ↩︎
  2. “Lettera che si trova nell’Archivio di Stato diretta alli Ducali Fattori Generali di Ferrara”. ↩︎
  3. ↩︎
  4. Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 11 “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1851 ↩︎
  5. ↩︎

Nome dialettale reggiano: gréch (uva bianca) (Carlo Casali, I nomi delle piante nel dialetto reggiano, Reggio Emilia, 1915).