Uva Ancellotta

Vitigno · Emilia-Romagna

Le origini del vitigno sono poco conosciute. E’ probabilmente originario della provincia di Reggio Emilia. 

Il nome sembra derivi più che dalla morfologia della foglia (riscontrabile peraltro in molte varietà), dalla famiglia modenese Lancellotti o Lancillotto che nel XIV-XV secolo ne diffuse la coltivazione (Dalmasso, 1937).

Nel 1811 [Claudio] Dalla Fossa inserisce la Lancelotta nel lungo elenco di varietà da preferire nella pianura. Nel 1840 la Lanzelòtta è uno dei 110 vitigni reggiani elencati nel manoscritto di Vincenzo Bertozzi, che la inserisce nella categoria delle ‘Viti di uve di colore coltivate nei campi. Uve scelte per i migliori vini di commercio’.Casali (1915) riporta i nomi dialettali reggiani “Ova lanzalòta”, “Ova anzalota” e “Ova inzalòta” e i nomi italiani Lanzalotta, Lancellotta, e ne distingue una tipologia a bacca grossa (Lanzalotta grossa)1.

Analisi del mosto (E. Ramazzini, 1887)

Campioni raccolti a Mugnano, da viti maritate ad alberi; buccia nera. Apprezzamento locale: buono. Mosto: glucosio 19,0; acidità totale 0,70; colore rosso sangue; sapore dolce. Osservazione: «trovasi verso il Correggese specialmente». (Ramazzini la elenca come «Lancellotta».)

E. Ramazzini, Uve principali della pianura modenese. Analisi, Modena, Tip. Moneti e Namias, 1887 (Quadro II — uve nere o rosse).

Concorso enologico di Reggio Emilia (1891)

Al concorso del Comizio Agrario di Reggio Emilia (1891) la Lancelotta ricevette una menzione onorevole al conte ing. Luigi Fossa, con 38 punti di merito e zucchero 21 per mille di mosto (il più alto tenore zuccherino della classe).

Bollettino del Comizio Agrario e della Società d’Agricoltura di Reggio nell’Emilia, anno XXIV, n. 6-7, giugno-luglio 1891 — Elenco dei premiati, Classe I «Uve per vini da taglio».

  1. Italian Vitis Database ↩︎

Nome dialettale reggiano: anzalòta, anche anzalòta gròssa (uva nera), comune nel Reggiano (Carlo Casali, I nomi delle piante nel dialetto reggiano, Reggio Emilia, 1915).

Nel quadro agricolo della provincia di Reggio

Un profilo delle attività agricole reggiane indica la Lancellotta fra i vitigni «migliori e maggiormente diffusi» della provincia: originaria del comune di Correggio e delle frazioni di Sesso e Massenzatico (comune di Reggio), all’epoca coltivata in tutta l’alta pianura.

Vitigno «molto robusto, produttivo», dà un vino riccamente zuccherino (18,40-21,40%) e fortemente colorato: «si presta come vino da taglio e per ottenerne i rinomati filtrati dolci».

Sul piano delle rese, nel Correggese e a Massenzatico si registravano le produzioni più alte della provincia in coltura promiscua — massimi di 90 quintali per ettaro e medie di 50-60 — contro una media provinciale di circa 20 q.li/ha.

Da un profilo delle attività agricole della provincia di Reggio Emilia (rubrica «Attività Agricola»); riferimento bibliografico e anno da precisare.