Frumento Ardito

Cereale · Emilia-Romagna

Frumento tenero aristato precocissimo, costituito da N. Strampelli (1916); iscritto al Repertorio RER (V 207).

Il frumento Ardito è una varietà di grano tenero (Triticum aestivum L.) aristata, autunnale e precocissima, costituita da Nazareno Strampelli e diffusa in Italia a partire dagli anni Venti del Novecento. Fu una delle prime varietà ottenute per incrocio a migliorare nettamente le rese delle popolazioni locali fino ad allora coltivate, arrivando a coprire per alcuni anni il 10-15% della superficie nazionale a frumento, prima di essere sostituita dalle successive costituzioni dello stesso Strampelli.

Storia e origine

All’inizio del Novecento Nazareno Strampelli fu tra i principali pionieri del miglioramento genetico dei cereali. Per far fronte alla scarsità di frumento, materia prima del pane e base dell’alimentazione dell’epoca, avviò un’intensa attività di selezione puntando su precocità, resistenza all’allettamento e alle ruggini, produttività e ampia adattabilità ai diversi ambienti pedoclimatici. Nel 1900, prima ancora della riscoperta delle leggi di Mendel, realizzò il primo incrocio intervarietale «Rieti × Noè».

Usando come progenitore la popolazione Rieti, molto diffusa nell’Italia centrale, nel 1914 ottenne la sua prima varietà, Carlotta Strampelli, resistente a ruggine, freddo e allettamento ma suscettibile alle alte temperature tardive in fase di granigione (la cosiddetta «stretta»). Per anticipare spigatura e maturazione, dagli incroci del 1913 in poi impiegò la varietà giapponese Akagomughi, molto precoce, introdotta in Italia dal sementiere Ingegnoli di Milano.

L’Ardito nacque dall’ibridazione fra l’Akagomughi e la Linea 21 (aristata), a sua volta selezionata dall’incrocio «Rieti × Wilhelmina Tarwe», quest’ultima varietà di origine olandese. L’Ardito e le sue linee sorelle — Damiano Chiesa, Mentana e Villa Glori — ebbero subito grande successo in Italia e all’estero, diventando progenitori di varietà importanti in diversi paesi del mondo, come la russa Bezostaja 1, di grande diffusione negli anni Settanta e Ottanta.

Caratteri

Frumento tenero autunnale, aristato e precocissimo, di pianta medio-alta. Secondo la descrizione dello stesso Strampelli la spiga è rossa, di densità media (26), con 18-22 spighette fertili e 50-75 cariossidi per spiga; le ariste aumentano di lunghezza dalla base (3-15 mm) verso l’apice, dove raggiungono 45-50 mm. Le cariossidi sono rossicce, di forma ovale leggermente gibbosa, a frattura farinoso-glutinosa, con peso di mille grani di 35-40 g e peso ettolitrico di 79 kg. I culmi sono forti e bassi (appena 80 cm), l’accestimento lieve, la maturazione precocissima e la produttività assai elevata; richiede semina piuttosto fitta. Zona tipica di produzione: Centro-Nord Italia.

Conservazione

L’Ardito è iscritto al Repertorio regionale delle razze e varietà locali dell’Emilia-Romagna (L.R. 1/2008) con il codice RER V 207 (determina n. 26586 del 4 dicembre 2024). Il rischio di erosione è considerato elevato: la varietà è coltivata in piccoli appezzamenti, prevalentemente per autoconsumo. Le accessioni valutate per la scheda provengono da aziende dell’Appennino bolognese — Cà Bartoletto di Alessandro Ropa, La Cartiera dei Benandanti e l’azienda di Luca Minarini a Monghidoro, e la società agricola Cà di Fatino a Castiglione dei Pepoli. La conservazione ex situ e la moltiplicazione del seme sono affidate ad Arcoiris Sementi Bio (Modena).

Bibliografia

  • CRA-Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura (ISC), Roma — Collana ipertesti di agricoltura e comunicazione del CRA-ISC, CD-rom n. 8, 2004
  • N. Strampelli, Alla ricerca e creazione di nuove varietà di frumenti a mezzo dell’ibridazione, R. Stazione Sperimentale di Granicoltura, Rieti, 1907
  • Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura, Origini, sviluppi, lavori e risultati, Roma, 1932
  • N. Strampelli, I più recenti grani Strampelli, in «Italia Agricola», 15 settembre 1923
  • N. Strampelli, Elenco dei frumenti Strampelli presentati alla Prima Mostra Romana dell’Agricoltura, Roma, 1923

Fonti citate nella scheda del Repertorio regionale RER (Allegato 8, L.R. 1/2008).

  • Repertorio regionale RER (L.R. 1/2008), scheda RER V 207, 2024
  • N. Strampelli, 1907