Ciliegia Ravenna

Frutto · Lazio

Cultivar di ciliegio autoctona della Lazio (Atlante CREA).

Cultivar di ciliegio autoctona segnalata in Lazio dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.

Descrizione pomologica

Origine.  antica cultivar laziale, diffusa prevalentemente nella Sabina romana ma anche in altri territori cerasicoli del Lazio con leggere variazioni fenotipiche sulla colorazione della polpa e lunghezza del peduncolo

Albero. vigoria medio-elevata, portamento assurgente-espanso, ramo a frutto prevalente dardi o mazzetti e rami misti, fioritura intermedia, di entità medio-elevata, impollinatori Ferrovia, Stella, Sumburst, produttività medio-elevata

Frutto. dimensione medio-grossa, peduncolo lungo, forma reniforme, buccia di colore rosso scuro e di spessore medio, polpa di colore rosso, succo rosso scuro, consistenza media (kg 1,43 con puntale da 6,0 mm), di ottima qualità gustativa, semi-spicca al nòcciolo. R.S.R.: 15,8 °Brix; pH 3,96; acidità titolabile (0/00 acido malico): 8,64, nocciolo medio, sferoidale, con creste rilevate

Maturazione. seconda decade di giugno

Sensibilità alle avversità. piuttosto resistente alla Monilia

Valutazione d’insieme. i frutti, resistenti alle manipolazioni, sono utilizzati sia per il consumo diretto e molto apprezzati e richiesti sul mercato di Roma, che per la produzione di ciliegie sotto spirito. La diffusione di questa cultivar si è rallentata negli ultimi anni per fenomeni di moria delle piante da cause non ancora accertate. E’ stato osservato uno scarso accrescimento degli astoni nei primi anni d’impianto e tardiva messa a frutto

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Ciliegio», scheda a cura di V. Cristofori, R. Muleo, R. Pavia. Bibliografia citata dalla scheda: Manzo, 1973; Albertini e Della Strada, 1996; Piazza et al., 2003.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎