Ciliegia Maggiolina
Frutto · Lazio, Piemonte, Sardegna
Cultivar di ciliegio autoctona della Piemonte (Atlante CREA).
Cultivar di ciliegio autoctona segnalata in Piemonte dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Lazio.2
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Sardegna.3
Descrizione pomologica
Origine. non nota. In letteratura si trova la varietà toscana “Maggiola”, molto simile a Maggiolina per i caratteri morfologici e qualitativi (Baldini et al., 1973). La varietà è stata descritta da Garuti nel 1989
Albero. vigoria media, portamento aperto, ramo a frutto prevalente dardi o mazzetti, fioritura intermedia, impollinatori Ravenna a gambo corto, Durone, produttività elevata
Frutto. dimensione medio-piccola (g 3,9), buon rapporto polpa/nocciolo (92,8%), peduncolo lungo (cm 4,47), forma sferoidale appiattita, buccia di colore rosso scuro-nero, polpa e succo di colore rosso scuro, consistenza tenera, R.S.R.: 20,3° Brix; pH 3,50; acidità titolabile (0/00 ac. malico): 9,84, nocciolo medio- piccolo, sferoidale
Maturazione. IIa-IIIa\ decade di maggio
Sensibilità alle avversità. ottima resistenza ai fitofagi (Garuti, 1989)
Valutazione d’insieme. coltivata a S. Angelo di Roccalvecce (Viterbo) dove è apprezzata per la precocità di maturazione, ed è impiegata per la preparazione di marmellate “di ciliegia Maggiolina”, vendute in occasione della Sagra delle Ciliegie del paese e molto apprezzata dai consumatori
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Ciliegio», scheda a cura di V. Cristofori, R. Muleo. Bibliografia citata dalla scheda: Targioni Tozzetti, 1802; Tamaro, 1929 e 1940; Manzo, 1973; Garuti, 1989; Piazza et al., 2003.
