Castagna Marrone di Segni

Frutto · Lazio

Cultivar di castagno autoctona della Lazio (Atlante CREA).

Cultivar di castagno autoctona segnalata in Lazio dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Descrizione pomologica

Origine. era già coltivata nella cosiddetta Provincia di Roma (a Sud di Roma) durante lo Stato Pontificio, ma è differente dal Marrone di Cave (RM). Fa parte del gruppo genetico di Marroni comprendente tra gli altri i M. di Castel del Rio (BO), M. di Zocca (MO), M. di Caprese Michelangelo (AR), M. di S.Mauro Saline (VR), M. Val di Susa (TO) (Mellano et al. 2012) Pianta vigoria media, portamento assurgente aperto, germogliamento in epoca intermedia, fioritura femminile intermedia, impollinatori altre varietà (tra cui Castagna di Carpineto) e selvatici di Castanea sativa della zona, produttività media

Frutto. tipologia marrone casentinese, n. frutti per riccio 3, dimensione media- elevata, forma rettangolare, pericarpo marrone chiaro giallastro, strie evidenti e rilevate, pellicola (e perisperma) non aderente poco penetrante, seme bianco, sodo, tendente al croccante, sapore dolce gustoso Raccolta in epoca intermedia

Sensibilità alle avversità. media, più soggetta agli attacchi del Balanino ai frutti

Valutazione d’insieme. varietà molto apprezzata per qualità organolettiche e tecnologiche dei frutti

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Castagno», scheda a cura di Grassi G. . Bibliografia citata dalla scheda: Fideghelli et al. 2009, Muganu et al. 2014.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎