Castagna Marrone di Pavullo

Frutto · Emilia-Romagna

Cultivar di castagno autoctona della Emilia-Romagna (Atlante CREA).

Cultivar di castagno autoctona segnalata in Emilia-Romagna dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Descrizione pomologica

Origine. nell’Antico Frignano la castanicoltura era attuata già ai tempi medioevali di Matilde di Canossa. In provincia di Modena si è sviluppata selezionando e coltivando varietà da frutto pregevoli, delle quali attualmente sono più note il Marrone di Pavullo del Frignano (in zona Monzone) e il Marrone di Zocca, riferibili al tipo marrone casentinese descritto da Breviglieri 1955. Il Marrone di Pavullo è ottimo rappresentante della tipologia Marroni di Modena     (Foto Canterino S.. Da Bounous G. 2014, Edagricole – Edizioni Agricole di New Business Media srl., Milano) Pianta vigoria elevata, portamento espanso, germogliamento .ìin epoca intermedia, fioritura femminile precoce- intermedia, impollinatori selvatici e varietà di Castanea sativa presenti nell’area di coltivazione, produttività elevata

Frutto. tipologia marrone casentinese, n. frutti per riccio 2, 3, dimensione media (70-80 frutti/kg), forma elissoidale, pericarpo marrone avana rossastro, lucido, strie evidenti, pellicola (e perisperma) non aderente e poco penetrante nel seme, seme bianco, con poliembrionia molto frequente, sapore dolce gradevole Raccolta in epoca intermedia (ottobre)

Sensibilità alle avversità. le piante sono sensibili alle avversità abiotiche (freddi, siccità), mostrano elevata resistenza al cancro della corteccia, subiscono attacchi anche forti di tortrici e balanino

Valutazione d’insieme. varietà pregiata e diffusa per le elevate attitudini di produttività, con alto valore commerciale per i frutti destinabili a ogni tipo di utilizzo

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Castagno», scheda a cura di Beccaro G.L., Grassi G. . Bibliografia citata dalla scheda: Bagnaresi et al. 1979.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎