Castagna Marrone di Castel del Rio
Frutto · Emilia-Romagna
Cultivar di castagno autoctona della Emilia-Romagna (Atlante CREA).
Cultivar di castagno autoctona segnalata in Emilia-Romagna dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Sinonimia accertata su base molecolare. Questa denominazione condivide il genotipo con altri marroni di regioni lontane fra loro: Marrone di Gemonio (Lombardia), Marrone di Roccamonfina (Campania), Marrone di Castel del Rio e Marrone di Zocca (Emilia-Romagna), Marrone Caprese Michelangelo (Toscana). È il caso più istruttivo del castagno: nomi diversi, radicati ciascuno nel proprio territorio, per un’unica pianta.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016 — capitoli «Il nocciolo» e «Il castagno».
Descrizione pomologica
Origine. indagini genetiche lo inseriscono nel gruppo degli ecotipi corrispondenti al Marrone Fiorentino (Mellano et al. 2012), pertanto si presume che sia stato introdotto molti secoli addietro dal casentinese nell’Alta Valle del Santerno (e particolarmente nel Comune di Castel del Rio), ove è stato moltiplicato vegetativamente adattandosi alle locali condizioni pedoclimatiche. Da questo Marrone si differenziano un poco due biotipi locali: il Marrone di Masseto e Montefune e il Marrone di Complarino (Breviglieri et al. 1979) (Foto Bounous G.. Da Bounous G. 2014, Edagricole – Edizioni Agricole di New Business Media srl., Milano) Pianta vigoria media, portamento espanso, germogliamento in epoca intermedia, fioritura femminile intermedia, impollinatori selvatici e altre varietà di Castanea sativa presenti nella zona, produttività media
Frutto. tipologia marrone casentinese, n. frutti per riccio 2, ma anche 1 solo, dimensione media (70-75 frutti/kg), forma ellittica regolare, pericarpo marrone rossiccio, strie fitte evidenti, ilo quadrangolare irregolare, pellicola (e perisperma) non sempre distaccabile, raramente penetrante nel seme, seme con poliembrionia limitata, sapore gradevole, tendente al dolce Raccolta epoca intermedia
Sensibilità alle avversità. sensibile a temperature e venti freddi, mediamente sensibile a cancro della corteccia e ad altri patogeni, così come ai parassiti entomologici
Valutazione d’insieme. varietà pregiata e di alto valore commerciale, ottima per consumo diretto e lavorazioni industriali (marron glacés ed altre). Ha ottenuto nel 1996 il riconoscimento IGP Marrone di Castel del Rio
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Castagno», scheda a cura di Beccaro G. L., Grassi G. . Bibliografia citata dalla scheda: Bagnaresi et al. 1979, Breviglieri 1955, Mellano et al. 2012, MiPAAF Disciplinare di produzione IGP Marrone di Castel del Rio, 1996.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
