Castagna Marrone di Caprese Michelangelo

Frutto · Toscana

Cultivar di castagno autoctona della Toscana (Atlante CREA).

Cultivar di castagno autoctona segnalata in Toscana dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Sinonimia accertata su base molecolare. Questa denominazione condivide il genotipo con altri marroni di regioni lontane fra loro: Marrone di Gemonio (Lombardia), Marrone di Roccamonfina (Campania), Marrone di Castel del Rio e Marrone di Zocca (Emilia-Romagna), Marrone Caprese Michelangelo (Toscana). È il caso più istruttivo del castagno: nomi diversi, radicati ciascuno nel proprio territorio, per un’unica pianta.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016 — capitoli «Il nocciolo» e «Il castagno».

Descrizione pomologica

Origine. ecotipo locale selezionato entro la popolazione di Marrone toscano. Breviglieri 1955 lo definì “campione bellissimo del tipico Marrone fiorentino o casentinese”. In provincia di Arezzo sono Marroni casentinesi gli ecotipi coltivati in Anghiari, Bibbiena, Castel Focognano, Castel S. Niccolò, Pratovecchio, Pieve di S. Stefano Pianta vigoria media – elevata, portamento espanso, germogliamento intermedio – tardivo, fioritura femminile intermedia, impollinatori i selvatici e le altre varietà di Castanea sativa presenti nella zona, produttività media e non alternante

Frutto. tipologia marrone casentinese, n. frutti per riccio 2, spesso 1, dimensione grossa (70-75 frutti/kg), forma ellittica semi sferica, pericarpo marrone chiaro con strie nere rilevate, ilo medio rettangolare, pellicola (e perisperma) non aderente, poco penetrante, seme con bassissima poliembrionia, sapore dolce, gradevole Raccolta in epoca tardiva – intermedia

Sensibilità alle avversità. la varietà esprime il meglio in condizioni di suolo e clima favorevoli; la suscettibilità ad avversità biotiche (parassiti fungini dell’albero e insetti dei frutti) è media

Valutazione d’insieme. varietà pregiata, avendo frutti ottimi per il consumo diretto e destinabili all’industria dolciaria; il legno è impiegato in falegnameria. Ha ottenuto il riconoscimento DOP Marrone di Caprese Michelangelo nel 2009

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Castagno», scheda a cura di Morelli D.. Bibliografia citata dalla scheda: Breviglieri 1955, Breviglieri 1958, Bagnaresi et al. 1979, MiPAAF Disciplinare di produzione DOP Marrone di Caprese Michelangelo, 2009.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎