Castagna Marrone della Valle di Susa

Frutto · Piemonte

Cultivar di castagno autoctona della Piemonte (Atlante CREA).

Cultivar di castagno autoctona segnalata in Piemonte dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Sinonimia accertata su base molecolare. In Piemonte sette accessioni con quattro denominazioni — Marrone di Chiusa Pesio, di Luserna, di Roccaverano e della Val Susa — sono risultate un unico genotipo.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016 — capitoli «Il nocciolo» e «Il castagno».

Descrizione pomologica

Origine. in Valle di Susa (TO) la selezione plurisecolare effettuata tra gli ecotipi, ha individuato biotipi locali, della tipologia Marrone. Tra essi, il S. Giorio è il più simile Marrone Toscano (Breviglieri 1955) . Pianta vigoria media, portamento chioma subsferica, germogliamento in epoca intermedia, fioritura femminile intermedia, impollinatori selvatici e cultivar locali di C. sativa, produttività media

Frutto. Tipologia marrone, n. frutti per riccio 2-3, dimensione medio-grande (65-75 frutti/kg), forma ellissoidale- subrettangolare, pericarpo marrone chiaro, con striature fitte rilevate e scure, pellicola (e perisperma) nocciola, con poche intrusioni nel seme da cui si separa facilmente, seme a polpa bianca o bianco-crema quasi privo di solcature, sapore dolce Raccolta in epoca intermedia

Sensibilità alle avversità. sensibile alle principali avversità del castagno

Valutazione d’insieme. cultivar di pregio, ha ottenuto il riconoscimento IGP “Marrone della Valle di Susa” i cui frutti sono consumati freschi o utilizzati dall’industria dolciaria regionale per la produzione di marrons glacés

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Castagno», scheda a cura di Beccaro G.L., Mellano M.G. . Bibliografia citata dalla scheda: Beccaro et al. 2009, Bounous G. 2001, Bounous G. et al. 2001, Mellano et al. 2012, MiPAAF 2010.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎