Castagna Cecio
Frutto · Toscana
Cultivar di castagno autoctona della Toscana (Atlante CREA).
Cultivar di castagno autoctona segnalata in Toscana dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Descrizione pomologica
Origine. pianta da seme selezionata verso il 1900 da Cambri Francesco detto “Cecio” sul Monte Amiata (Morettini e Saccardi 1951) e diffusa nei comuni di Casteldelpiano e Seggiano (GR), poi rapidamente ad Arcidosso e altrove ;&ŽƚŽĂŶƚĞƌŝŶŽ^͘͘ĂŽƵŶŽƵƐ’͘ϮϬϭϰ͕ ĚĂŐƌŝĐŽůĞͲ ĚŝnjŝŽŶŝŐƌŝĐŽůĞĚŝEĞǁƵƐŝŶĞƐƐDĞĚŝĂƐƌů͕͘DŝůĂŶŽͿ Pianta vigoria media, portamento il tronco si prolunga indiviso, dando aspetto conico alla pianta giovane, germogliamento precoce, fioritura femminile intermedia-precoce, impollinatori selvatici e altre varietà di Castanea sativa presenti nella area (Cecio non emette polline), produttività elevata e concentrata
Frutto. tipologia castagna (marrone in Bagnaresi et al. 1979), n. frutti per riccio 3, dimensione medio-grossa (100 frutti/kg), forma globosa, pericarpo marrone avana, strie non molto evidenti ilo irregolare, pellicola (e perisperma) poco aderente non approfondito nel seme, seme polispermia ridotta, sapore mediamente dolce Raccolta precoce – intermedia
Sensibilità alle avversità. pianta alquanto resistente a Criphonectria parasitica; esprime il meglio a quote non superiori a 800 m s.l.m.
Valutazione d’insieme. la precocità di maturazione rende vantaggioso vendere per consumo diretto; legno propenso a cipollatura, all’innesto mostra disaffinità tardiva
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Castagno», scheda a cura di Morelli D.. Bibliografia citata dalla scheda: Bagnaresi et al. 1979, Bellini et al. 2006a, Fattorini et al. 2006, Morettini e Saccardi 1951.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
