Castagna Cardaccio

Frutto · Toscana

Cultivar di castagno autoctona della Toscana (Atlante CREA).

Cultivar di castagno autoctona segnalata in Toscana dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Sinonimia accertata su base molecolare. Il Cardaccio toscano è risultato identico al Perticaccio emiliano: entrambe cultivar da legno.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016 — capitoli «Il nocciolo» e «Il castagno».

Descrizione pomologica

Origine. varietà selezionata nei secoli nelle aree castanicole della provincia di Lucca, per la ottima qualità del legno più che dei frutti. E’ costituita da biotipi affini, seppur differenti per adattamenti anche pedoclimatici. Le cultivar toscane lignifere Cardaccio, Mondistollo, Mozza, Perticaccio e Mozza sono geneticamente differenti (Emiliani et al. 2006). La foto mostra il Cardaccio di Lunigiana; quello di Vergemoli ha frutti più chiari, più grossi, episperma aderente. Geneticamente differisce da ogni altra Pianta vigoria molto elevata, portamento semi-eretto, germogliamento 2° metà di aprile, fioritura femminile intermedia (dal 20 giugno al 25 luglio), impollinatori selvatici e altre varietà di Castanea sativa presenti nella area, produttività media, costante

Frutto. tipologia castagna, n. frutti per riccio 3, dimensione piccola (130 frutti/kg), forma emisferico, pericarpo marrone scuro con strie nere poco evidenti, pellicola (e perisperma) mediamente aderente ma penetrante, seme ad alta percentuale di settato, sapore neutro Raccolta intermedia-tardiva

Sensibilità alle avversità. alquanto resistente alle avversità abiotiche, mediamente alle biotiche

Valutazione d’insieme. diffusa ampiamente per la elevata qualità del legno da opera, i frutti sono destinati più a farina che a consumo fresco

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Castagno», scheda a cura di Morelli D.. Bibliografia citata dalla scheda: Bagnaresi et al. 1979, Bellini et al. 2009, Breviglieri 1958, Giambastiani e Maltoni, 2002.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎