Vittorio Giulini di Tenuta La Marchesa (Alessandria) cita l’Uvalino, vitigno piantato fino agli anni ’70 dalle famiglie per le festività. Da vini di carattere speziato e sentori di liquirizia1.
Questo vitigno a bacca nera, conosciuto nel Roero con il nome di Lambrusca o Lambruschino e nel Canavese come Curnaiola, non ha in realtà parentele con altri “Lambruschi” extra-regionali, mentre mostra delle marcate analogie con il Neretto di Marengo, vitigno tradizionale dell’Alessandrino. Sporadicamente presente in tutto il Piemonte, è diffuso un po’ più estesamente solo nell’Astigiano e soprattutto nell’Alessandrino e nel Tortonese. Caratterizzato da una forte rusticità (da cui forse deriva il nome di Lambrusca), presenta una maturazione tardiva che può generalmente condurre a termine normalmente grazie alla sua resistenza alle principali malattie crittogame. Vinificato in purezza, produce un vino tipicamente rosso ricco di estratto, dal profumo vinoso e dal gusto tendenzialmente tannico, con finale amarognolo.2.
