Il Preveiral, oggi registrato ufficialmente come Liseiret B. (codice 867 del Registro Nazionale delle Varietà di Vite, ammissione 21/11/2018 – G.U. 279/2018), è uno dei vitigni bianchi più antichi e rari del Piemonte.
Le testimonianze concordano nel collocarlo storicamente nelle valli alpine piemontesi e nelle colline dell’Alta Langa, dove sopravviveva in piccoli nuclei familiari o in vigneti marginali, spesso senza riconoscimento formale. Alcune ricerche lo collegano al grande gruppo europeo del Gouais Blanc / Heunisch Weiß, un ceppo medievale diffusissimo che ha generato molte delle uve moderne. Questo inserisce il Preveiral in una genealogia antichissima, popolare e contadina, profondamente legata alle zone povere e montane del Piemonte. Fonti recenti riportano che veniva coltivato nel Sud Piemonte già in età medievale e che negli anni Ottanta era stato oggetto di sperimentazione in Alta Langa. Oggi il vitigno sta vivendo un tentativo di rilancio: a Bossolasco (Cuneo) nel 2024 è stata fondata un’associazione dedicata al recupero del Liseiret, con il supporto di viticoltori locali. La presenza attuale è confermata in Val Maira (Cartignano, Macra) e in altre aree montane come Val Bormida, Val Chisone, Val Germanasca, e tratti del Pinerolese. Tuttavia, la sua diffusione è estremamente ridotta: non sono disponibili dati ufficiali sugli ettari coltivati, indice del fatto che si tratta di un patrimonio quasi scomparso. Dal 2025 la Regione Piemonte lo considera varietà idonea alla coltivazione, ma ancora “in osservazione”: una fase intermedia che consente l’impianto ma non implica un uso pieno all’interno dei disciplinari DOC.
Non esistono ancora vini commerciali stabilmente presenti sul mercato a base 100% Preveiral/Liseiret, ma la letteratura e le sperimentazioni indicano alcune caratteristiche ricorrenti: Buona acidità naturale, che lo rende adatto a zone fresche e di alta quota. Profilo leggero e fresco, coerente con il ceppo Gouais Blanc. Tenore alcolico moderato, tipico delle varietà d’altura. Versatilità: nelle prove di vinificazione, il Liseiret è considerato interessante sia per vini fermi di montagna sia come possibile base per spumanti dell’Alta Langa. Nota aromatica fine, non eccessivamente marcata, che può ricordare percezioni erbacee delicate e frutto bianco. Non esistono dati degustativi sistematici, ma i progetti in corso (Alta Langa, Val Maira) lo descrivono come un’uva che può esprimersi con: freschezza citrina, struttura snella, buona risposta ai climi freddi, tenuta acida adatta a vinificazioni asciutte e pulite. Il potenziale è considerato alto nelle zone dove l’escursione termica e l’altitudine valorizzano uve “rustiche”, a buccia chiara e ciclo medio.
