
Mutina gaudet prusinia uva1.
Di qualcuna delle varietà d’uve coltivate nel Modenese si trova menzione presso diversi autori. Plinio ricorda l’uva Prusinia, la quale introdotta per via d’innesto nel nostro suolo era addivenuta una specialità dello stesso. Egli ci avverte essere proprietà di quest’uva avere l’acino nero, e dopo un quadriennio la metamorfosi di nero in bianco el vino che se ne spremeva «nigro acino intra quadriennium albescente vino»2.
Filippo Re nel Catalogo delle piante coltivate nell’ Orto agrario della R. Università di Bologna nell’ anno 1812 appone alla Prusinia di Plinio il nome di Vite Modanese , dichiarando ch’ei la chiama così perchè ai giorni di quel grande naturalista abbondava nell’agro Modenese. E ci fa sapere che l’Avv. Filippo Spezzani di Modena gliene avea spedito i magliuoli, aggiungendo di averne fatto l’anno antecedente del vino ad uso di Sciampagna che riuscì bianco ed assai buono3. Desideroso di aver notizia intorno all’ attuale coltivazione di quest’ uva Prusinia, ne ho interrogato parecchi agronomi nostri; e questo solo ho potuto raccogliere che di quelle varietà d’uva, della quale il Re ottenne i magliuoli dell’Avv. Spezzani, esistono alcune viti in un fondo dei signori fratelli Reggianini in Levizzano, ma che i periti non sanno ravvisare in essa i caratteri attribuiti da Plinio all’uva Prusinia4.
Alla metà dell’Ottocento, Luigi Maini conferma che alcune viti che si ritenevano corrispondenti alla Prusinia erano presenti in un fondo dei fratelli Reggianini a Levizzano. Tuttavia, i periti dell’epoca non furono in grado di confermare con certezza l’identità varietale, poiché non riscontravano i caratteri descritti da Plinio⁴.
Una variante manoscritta della Naturalis Historia, nel Palinsesto Veronese, tramanda il nome della vite come Perusinia, suggerendo un’origine umbra. Secondo Celestino Cavedoni (1856), tale variante testuale “mostrerebbe le antiche corrispondenze di Prusia con Mutina”, anche alla luce di un’epigrafe funeraria rinvenuta a Baggiovara, che menziona l’appartenenza alla tribù Tromentina, tipica dei cittadini romani di Perugia.
La convergenza tra fonti letterarie, epigrafiche e agronomiche rende la Prusinia / Perusinia una delle varietà storicamente documentate del patrimonio vitivinicolo modenese, oggi ritenuta perduta. / – M.Toscan
- Plinio il Vecchio – Naturalis Historia – 77 ↩︎
- Plinio il Vecchio – Naturalis Historia – 77 ↩︎
- F. Re – “Rapporto a S. E. il sig. Ministro dell’Interno sullo stato dell’Orto Agrario della R. Univ. di Bologna . Milano, Silvestri -1812 (la Prusinia è dallo stesso Autore compresa nelle tre varietà d’uve enumerate nel Prodromus ecc. di cui si è fatto menzione superiormente). ↩︎
- Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 25 “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1852 ↩︎
