Albicocca San Castrese

Frutto · Campania

Cultivar di albicocco autoctona della Campania (Atlante CREA).

Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Campania dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Descrizione pomologica

Origine. individuata in Campania nell’area vesuviana, descritta per la prima volta da Fideghelli e Monastra nel 1968. Inizialmente diffusa nell’area vesuviana e nel casertano, poi in tutte le aree di coltivazione del nostro Paese Attualmente è coltivata nelle principali aree di coltivazione italiane. E’ a buon diritto inserita nella Lista delle cultivar valide per tutta l’Italia (Massai e Iacona, 2015).

Albero. vigoria elevata, fabbisogno in freddo medio, fioritura precoce (28 febbraio-5 marzo), produttività elevata

Frutto. dimensione media (54 g), forma ovato-ellittica, buccia colore di fondo giallo/arancione chiaro, sovraccolore leggero, polpa arancione chiaro, consistenza media, sapore medio, succosità media, nocciolo medio, ellittico, carena scarsa, non aderente alla polpa, mandorla amara

Maturazione. intermedia,15-20 giugno in Campania, in Italia centro-settentrionale 25 giugno (+/- 5)

Sensibilità alle avversità. poco sensibile alle manipolazioni, mediamente sensibile alla Monilia

Valutazione d’insieme. ha dimostrato ottimo adattamento in tutte le aree di coltivazione; per questo motivo è stata adottata come varietà di riferimento. I frutti risultano idonei anche a utilizzi industriali (sciroppati)

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di C. Di Vaio, N. Marallo, F. Pennone, L. Scarpato . Bibliografia citata dalla scheda: Fideghelli e Monastra, 1968; Fideghelli e Monastra, 1977; Guerriero et al., 2006; Monastra et al., 1984.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎