Albicocca Grossa del Giardino
Frutto · Toscana
Cultivar di albicocco autoctona della Toscana (Atlante CREA).
Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Toscana dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Descrizione pomologica
Origine. Toscana. Può essere considerata appartenente alla famiglia della Reale d’Imola, insieme alle cultivar D’Alessandria e Particolare (Guerriero e Monteleone, 1992), per l’habitus vegetativo e produttivo, la fenologia e le caratteristiche morfologiche e organolettiche dei frutti. L’analisi molecolare (Guerriero et al., 2006) avrebbe confermato la similitudine tra le due cultivar sopracitate e la Grossa del Giardino. Diffusa dai vivaisti negli orti e giardini di varie regioni italiane.
Albero. vigoria media-elevata, fabbisogno in freddo elevato, fioritura intermedia (+ 14 San Castrese), produttività media-scarsa, incostante
Frutto. dimensione medio-grande, forma ovata, buccia colore di fondo arancione intenso, sovraccolore esteso a piccoli punti, polpa arancione, consistenza media-elevata, sapore ottimo, succosità assente, nocciolo medio-grande, ellittico, carena media, spicco, mandorla dolce
Maturazione. medio-tardiva, inizio luglio (+ 11 San Castrese)
Sensibilità alle avversità. sensibilità alle manipolazioni media, scarsa sensibilità alla Monilia sia sui fiori che sui frutti
Valutazione d’insieme. frutto valido, ma data la produttività incostante la cultivar è scomparsa dalla frutticoltura industriale
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di C. Iacona, R. Guerriero . Bibliografia citata dalla scheda: Scaramuzzi, 1962; Guerriero e Monteleone, 1992.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
